Il grande debutto del capolavoro di Giuseppe Verdi, “Nabucco”, al Teatro Greco di Tindari è segnato per il 4 agosto. Un appuntamento imperdibile e che si inserisce nel cartellone della rassegna “Il sorriso degli Dei”. Manifestazione, organizzata dal Parco Archeologico di Tindari, sotto la direzione artistica di Anna Ricciardi.
L’allestimento, opera del festival Lirico dei Teatri di Pietra, prevede oltre 150 artisti di fama internazionali. Un nome d’eccezione è, inoltre, quello della complessa e drammatica Abigaille: Elena Mosuc. Il pubblico è in attesa del suo debutto in questo ruolo.
Le parole di Elena Mosuc
«Sono entusiasta – ha dichiarato la soprano – di poter ritornare a cantare al Teatro Greco di Tindari dopo la bellissima esperienza di Turandot. Questo luogo è intriso di un’energia magica, in cui la musica trova un’intensità speciale. Tornare ad esibirmi qui con un ruolo forte come Abigaille e in un’opera dal valore simbolico come Nabucco aggiunge un valore inestimabile a questa esperienza. Spero che dall’altura del Teatro Greco, che domina il mare, questa musica conquisti i cuori e li ispiri alla pace».
Accanto a Elena Mosuc, spiccano le voci di Badral Chuluumbaatar nei panni di un potente Nabucco, Khurelbaatar Oyunchimeg nel ruolo dell’autorevole Zaccaria e la raffinata Fenena interpretata da Anna Pennisi. Eppure, il cuore pulsante dell’opera sarà il Coro Lirico Siciliano, guidato dal Maestro Francesco Costa (vincitore dell’Oscar della Lirica), a cui è affidata l’attesa e struggente esecuzione dell’immortale “Va, pensiero”.
Proprio Francesco Costa, in veste di Direttore Artistico del Festival Lirico dei Teatri di Pietra, ha sottolineato il valore profondo di questo appuntamento: «Tindari non è semplicemente un palcoscenico: è una casa dell’anima, una vera e propria culla degli Dei dove il tempo sembra fermarsi per far spazio alla bellezza pura. Ogni volta che torniamo ad calcare le pietre millenarie di questo teatro straordinario, avvertiamo un legame viscerale e indissolubile, come un abbraccio antico che si rinnova. Portare qui il Nabucco di Giuseppe Verdi significa far risuonare l’epicità, il dramma e la speranza del ‘Va, pensiero’ in un luogo sacro, sospeso tra cielo e mare, dove l’arte incontra il mito. Per il Festival Lirico dei Teatri di Pietra, Tindari è il cuore pulsante di una visione: trasformare la grande musica in un’esperienza eterna, capace di far vibrare le corde più profonde di chiunque ascolti».
La regia di Salvo Dolce
Salvo Dolce firma la regia di questa rappresentazione, tornando per il terzo anno consecutivo nello scenario idilliaco di Tindari, dopo i successi ottenuti con “Turandot” e “Aida”.
«Il pubblico di Tindari è attento ed esigente, e non lo abbiamo mai deluso», ha dichiarato il regista, spiegando la sua visione per questa produzione: «Propongo una regia rispettosa del libretto con elementi di contemporaneità, ambientando l’opera in una dimensione atemporale». La vera novità visiva sarà una scenografia inedita pensata per integrarsi perfettamente con le pietre millenarie del teatro, dominata da una monumentale porta di specchi in frantumi. «Lo specchio rotto è simbolo di un popolo distrutto dal potere e diventa emblema universale di tutte le civiltà colpite dalla guerra. È uno specchi – conclude Dolce – su cui il pubblico stesso si riflette, richiamando l’attuale momento storico, ma è anche una fonte di luce che incarna una profonda speranza».














