La Casa circondariale precisa: “Nessuna forma di sostegno alla protesta. Il personale opera nel rispetto della legge e dei diritti dei detenuti”
La direzione della Casa circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto interviene per smentire le notizie circolate in questi giorni sullo sciopero della fame del detenuto Aurelio Coppolino, chiarendo che il personale penitenziario non ha espresso alcuna forma di solidarietà o sostegno alla protesta.
La precisazione arriva attraverso una nota diffusa dall’istituto penitenziario, con l’obiettivo di fare chiarezza su quanto riportato.
La smentita della direzione del carcere
Nel comunicato, la direzione della Casa circondariale smentisce categoricamente le ricostruzioni secondo cui lo sciopero della fame proclamato da Aurelio Coppolino, detenuto presso il carcere di Barcellona Pozzo di Gotto, avrebbe ricevuto il sostegno non solo dei familiari e di altri detenuti, ma anche del personale penitenziario.
“Con riferimento a notizie apparse su diversi organi di stampa locale – si legge nella nota – la direzione dell’istituto smentisce categoricamente che il personale abbia offerto forme di sostegno o di solidarietà alla manifestazione di protesta del detenuto”.
La direzione ribadisce inoltre il ruolo istituzionale svolto dagli operatori della Polizia penitenziaria e da tutto il personale in servizio.
“Il personale – prosegue la nota – si adopera nello svolgimento quotidiano dei propri compiti con professionalità, al servizio dello Stato e nel rispetto della legge e dei diritti della popolazione detenuta”.














