Terme Vigliatore, scontro sulla Tari 2026: Crisafulli spiega l’astensione del gruppo

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Si riaccende il dibattito politico a Terme Vigliatore dopo la seduta del Consiglio comunale dedicata, tra gli altri punti, all’approvazione del Piano Economico Finanziario (PEF) del servizio rifiuti e delle tariffe Tari 2026. Nel corso della riunione non è stato raggiunto il via libera ai provvedimenti, determinando l’intervento della Regione Siciliana con la nomina di un commissario ad acta per l’approvazione del bilancio stabilmente riequilibrato e per la Tari.

Sulla vicenda è intervenuta la consigliera comunale Chiara Raissa Crisafulli, che insieme ai consiglieri Femino, Zanghì, Siracusa, Giunta e Calabrò ha spiegato le ragioni dell’astensione espressa in Aula, respingendo l’interpretazione secondo cui il gruppo avrebbe votato contro il Piano economico finanziario e la Tari.

Chiara Raissa Crisafulli: “In merito alla Tari la mia scelta è stata nell’interesse dei cittadini”

“Non abbiamo detto “no” al PEF e alla Tari – afferma Crisafulli – ma all’aumento sproporzionato delle tariffe per il 2026 e all’idea che un incremento così rilevante dei costi possa essere approvato senza un confronto approfondito e senza fornire ai cittadini spiegazioni complete e convincenti”.

Secondo la consigliera, l’astensione è stata una scelta di responsabilità.

“Di fronte a un Piano Economico Finanziario che comporta un incremento di circa 400 mila euro rispetto all’anno precedente, abbiamo ritenuto doveroso chiedere chiarimenti e verifiche prima di trasferire questo peso economico sulle famiglie, sui pensionati, sui lavoratori e sulle imprese di Terme Vigliatore”.

Crisafulli commenta anche la nomina del commissario ad acta da parte della Regione Siciliana, definendola “uno strumento previsto dalla legge per assicurare l’adozione degli atti obbligatori”, pur evidenziando come tale situazione comporti che “le decisioni non vengano prese da Terme Vigliatore, ma dai commissari”.

“Rispettiamo le istituzioni e collaboreremo con il commissario nell’interesse della comunità – prosegue –. Questo, però, non cancella una domanda che riteniamo legittima: perché i costi del servizio sono aumentati in maniera così significativa? In Aula nessuno ha saputo rispondere”.

La consigliera conclude ribadendo l’impegno del gruppo consiliare nel richiedere maggiore trasparenza.

“I cittadini hanno il diritto di conoscere le ragioni di ogni euro che sarà richiesto attraverso la Tari. Continueremo a esercitare il nostro ruolo di controllo con serietà, chiedendo documentazione e risposte puntuali. Amministrare significa assumersi responsabilità, ma anche evitare che i cittadini paghino costi che non siano pienamente giustificati. Continueremo a lavorare con questo unico obiettivo: tutelare gli interessi della comunità di Terme Vigliatore”.