È arrivato in questi giorni l’annuncio di apertura della mostra “I Giornali di Patti alla fine dell’Ottocento”. Si tratta di un percorso espositivo dedicato alle prime testate nate nella città tra il 1872 e il 1896. Un progetto scaturito dagli sforzi dell’APS Banca della Speranza in collaborazione con l’APS Associazione Pattese di Storia Patria.
L’evento avrà luogo nella suggestiva Cripta della chiesa di Sant’Ippolito a Patti, sarà possibile visitare la mostra dal 3 al 31 agosto, nei seguenti orari: 10:00- 12:20 e 17:00-19:30.
Il ventennio che corre dal 1876 al 1896 è stato, infatti, animato dalla creazione e dallo sviluppo di numerosi giornali, che coprivano il territorio di Patti. Nonostante le piccole dimensioni cittadine, il carattere dei giornali è sempre stato notevole, spaziando da argomenti politici a temi ecclesiastici.
Seppur la vita breve che caratterizzò queste esperienze giornalistiche, tutte raccontarono, con fedeltà alla realtà, la trasformazione di una comunità. Una piccola società che discuteva, si divideva e che cercava di rappresentarsi.
Al centro del percorso espositivo trova spazio “L’Eco del Tindari”, il più antico giornale noto di Patti, fondato nel 1872 come quindicinale politico. Di questa testata non sopravvive alcuna copia nelle biblioteche ed emeroteche italiane, ma nel 1872 uscì il numero 37 con una corrispondenza da Roma sulle ferrovie siciliane. Salvatore Forzano vi pubblicò un articolo poi riproposto in volume; un abbonamento al giornale compare nei registri della Società di Mutuo Soccorso “Cristoforo Colombo” di Patti Marina.
Una voce oggi perduta, ma fondamentale per comprendere l’avvio della stampa politica cittadina.
Il percorso prosegue con “L’Eco Elettorale di Patti” (1876), foglio di battaglia politica pubblicato in due numeri; “Lo Studente” (1889), settimanale liberale nato in vista delle elezioni comunali; “La Gazzetta Popolare” (1894), giornale dichiaratamente massonico e anticlericale; il “Corriere di Patti” (1894), dedicato agli interessi del circondario; e Il Tindari (1896), quindicinale organo della curia pattese.
Attraverso pannelli, apparati storici e materiali d’archivio, la mostra restituisce alla città un capitolo fondamentale della propria identità culturale: la nascita della stampa come strumento di partecipazione, confronto e costruzione della memoria collettiva.














