I tappi di plastica attaccati alle bottiglie: ormai li vediamo già da qualche anno e ci sembra di averci fatto l’abitudine, eppure l’incidente è sempre dietro l’angolo, il tappo si mette di traverso e l’acqua prende una direzione tutta sua…
Ma da dove deriva questa (ormai vecchia) novità che, in realtà, ha risvolti più significativi di quanto sembri?
In Italia, la vendita di bottiglie di plastica col tappo agganciato segue la direttiva 2019/904 approvata dal Parlamento europeo sulle plastiche monouso che, tra l’altro, impone a tutti i Paesi membri questa norma.
La direttiva non è un provvedimento isolato, ma si inserisce in un più vasto contesto di lotta all’inquinamento causato dalla plastica con l’obiettivo del riciclo totale degli imballaggi in plastica entro il 2030. In particolare, la misura relativa ai tappi mirerebbe a contenere i danni provocati dalla plastica agli ecosistemi marini.
Ma i tappi di plastica hanno davvero un impatto così forte sull’ambiente?
Sicuramente l’impatto sull’ambiente e sulla nostra salute dei rifiuti di plastica dispersi in mare è noto a tutti, basti pensare alle famose “isole di plastica” o alle tanto temute “microplastiche”. Per quanto riguarda il caso in esame invece – come si argomenta nell’interessante inchiesta di Milena Gabanelli e Domenico Affinito per la rubrica Dataroom, “Bottiglie di plastica, perché il tappo agganciato non è una follia”, del 5 nov. 2025 –
- i tappi di plastica sono tra i primi cinque oggetti che vengono trovati durante le operazioni di pulizia e monitoraggio dei rifiuti sulle spiagge;
- sono pericolosi perché ci impiegano fino a mille anni per degradarsi e perché vengono scambiati per cibo e, quindi, ingeriti da animali marini ed uccelli;
- secondo il Mase (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica) in Italia ogni anno consumiamo 14 miliardi di bottiglie di plastica (dato aggiornato al 2023)
- Secondo l’indagine Beach Litter di Legambiente, nel 2020 sulle spiagge monitorate sono stati censiti 654 rifiuti ogni 100 metri, di cui il 7% costituito da tappi in plastica.
La classifica delle 10 tipologie di rifiuti più trovati sulle spiagge
Naturalmente i tappi in plastica non sono gli unici responsabili dello sporco delle nostre spiagge, infatti, secondo la citata indagine relativa allo scorso anno, la maggior parte dei rifiuti raccolti è costituita da solo 10 tipologie di oggetti di cui Legambiente ha stilato una classifica, in ordine di maggior percentuale abbiamo:
- 1- pezzi di plastica fino a 50 cm 13%
- 2 – tappi e coperchi di plastica 8,2%
- 3 – mozziconi di sigaretta 7,5%
- 4 – pezzi di polistirolo 6,9%
- 5 – cotton fioc 5,6%
- 6 – salviette umide 4,7%
- 7 – materiale da costruzione 4,2%
- 8 – bottiglie di plastica 3,7%
- 9 – buste e sacchetti 3,6%
- 10 – pezzi e frammenti di vetro e ceramica 3,2%
L’immagine in evidenza e quelle che seguono risalgono all’inverno appena trascorso e ritraggono quanto riportato dalle mareggiate su una spiaggia molto suggestiva del nostro comprensorio…
















