Barcellona, aumento ore ai precari: l’UGL chiede un confronto con il Comune

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L’UGL avanza una richiesta di chiarimenti sull’applicazione della Legge regionale Sicilia n. 1/2026 in materia di incremento della dotazione oraria del personale precario. La questione è stata discussa ieri nel corso dell’ultima seduta del Consiglio comunale di Barcellona Pozzo di Gotto. Il punto è stato inoltre oggetto dell’interrogazione presentata dai consiglieri del Partito Democratico Antonio Turrisi e Stefano Saija.

Nei prossimi giorni sarebbe dunque previsto un incontro di confronto e dibattito tra l’Amministrazione e l’UGL per discutere la richiesta presentata.

La richiesta dell’UGL

Con una nota indirizzata al sindaco, al vicesindaco e al segretario generale, l’UGL ha chiesto un incontro urgente per ottenere chiarimenti sui criteri di applicazione della legge regionale, sulle modalità di individuazione dei beneficiari e sulla ripartizione delle risorse destinate all’aumento dell’orario di lavoro del personale precario.

Secondo il sindacato, individuare i beneficiari esclusivamente sulla base della distinzione tra ex contrattisti ed ex LSU sarebbe “assolutamente non corretto”, poiché il bacino storico richiamato dalla normativa comprende tutti i lavoratori del precariato degli enti locali che hanno affrontato i lunghi percorsi di stabilizzazione e di fuoriuscita dal bacino del precariato stesso.

L’UGL evidenzia che tutti i dipendenti interessati sono oggi lavoratori comunali part-time, con contratti da 18, 24 o 30 ore settimanali e con gli stessi diritti e doveri. Per questo motivo, l’eventuale esclusione di una delle due categorie dai benefici previsti dalla legge determinerebbe, secondo il sindacato, una disparità di trattamento, favorendo solo una parte del personale.

Nel documento viene inoltre sottolineato come molti dipendenti siano ancora fermi a 18 ore settimanali dopo oltre trent’anni di servizio e come la finalità della legge regionale sia quella di ridurre il divario salariale esistente tra i lavoratori degli enti locali siciliani.

“È di tutta evidenza che la eventuale esclusione in blocco, di una delle due categorie, dai benefici retributivi condurrebbe inoltre ad una elevazione oraria indiscriminata solo per alcuni, cancellando di fatto le legittime aspettative del personale ancora fermo dopo 30 anni a 18 ore settimanali che con la contrattualizzazione ha visto altresì ridurre il proprio orario di lavoro da 20 ore a 18 ore con una arbitraria dequalificazione funzionale e conseguente de-mansionamento sul piano lavorativo”.

La ricontrattualizzazione del 2022

Nella nota l’UGL richiama anche la ricontrattualizzazione a 30 ore settimanali avvenuta nel 2022 nel Comune di Barcellona Pozzo di Gotto, sostenendo che sia stata effettuata con “procedure di dubbia legittimità”.

“Si rileva altresì che le ragioni che hanno condotto alla normativa regionale in oggetto siano la riduzione del GAP salariale di numerosi dipendenti comunali, senza alcuna altra distinzione che non sia quella derivante dal CCNL, che ancora esiste nei Comuni Siciliani e che purtroppo nel Comune di Barcellona PG si è ancor più aggravata con la successiva ricontrattualizzazione a 30 ore settimanali con procedure di dubbia legittimità nell’anno 2022.
Si fa presente che le problematiche e le carenze istruttorie afferenti la ricontrattualizzazione a 30 ore furono eccepite direttamente dalla U.G.L. nella riunione sindacale del 2022 facendo rilevare anche il rischio di danno erariale che sarebbe scaturito da probabili contenziosi soccombenti”.

Il confronto con l’Amministrazione, annunciato nel corso dell’ultima seduta del Consiglio comunale per i prossimi giorni, dovrebbe consentire di approfondire i contenuti della richiesta avanzata dall’UGL e chiarire le modalità di applicazione della normativa regionale.