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Sospetta discriminazione di genere a Palazzo Longano: la UIL FP presenta ricorso al Tribunale

La Uil-Funzione Pubblica di Messina, ovvero la Federazione della UIL che rappresenta le lavoratrici e i lavoratori dei servizi pubblici, ha deciso di adire le vie legali per una sospetta discriminazione di genere al Comune del Longano. 

L’organizzazione sindacale ha svolto il proprio lavoro, denunciando sin dall’inizio la mancanza di criteri oggettivi e trasparenti, in merito ad una specifica procedura del Comune, che avrebbero, a suo dire, prodotto disparità di trattamento.

“Oggi, con il ricorso depositato presso il Tribunale del Lavoro di Barcellona Pozzo di Gotto dall’Avv. Oreste Puglisi del Foro di Messina, nell’interesse delle lavoratrici ricorrenti, emergono ulteriori elementi che prospettano una possibile discriminazione indiretta di genere”.  

Sono queste le parole di Livio Andronico, Segretario Generale Territoriale della UIL Funzione Pubblica Messina, ricordando che la Uil-Fp aveva formalmente contestato la procedura adottata dalla precedente Amministrazione comunale nel contesto di una proposta di incremento progressivo dell’orario di lavoro per tutti i dipendenti part-time, proprio per evitare disparità di trattamento e garantire il rispetto dei principi di imparzialità, trasparenza e pari opportunità.  

I fatti oggetto del contenzioso

La vicenda trae origine da provvedimenti adottati dalla precedente Amministrazione comunale di Barcellona Pozzo di Gotto e non riguarda l’attuale Amministrazione, insediatasi da circa un mese, alla quale non può essere attribuita alcuna responsabilità rispetto a quanto è oggetto del contenzioso.

Il ricorso riguarda un gruppo di dipendenti del Comune di Barcellona Pozzo di Gotto, che in principio erano impiegati quali Lavoratori Socialmente Utili (LSU o anche come Lavoratori ex articolisti successivamente stabilizzati con contratti di lavoro a tempo parziale, articolati su 18 o 24 ore settimanali. Tra questi profili appaiono numerose lavoratrici che, secondo quanto prospettato nell’atto giudiziario, sarebbero state escluse dall’incremento dell’orario di lavoro a 30 ore settimanali disposto in favore di altri dipendenti, nonostante si trovassero in condizioni analoghe sotto il profilo dell’anzianità di servizio, dell’inquadramento e delle mansioni svolte.  

“Il ricorso – prosegue Andronico – non si limita a contestare l’esclusione dall’incremento orario a 30 ore, ma evidenzia un ulteriore e più delicato profilo. Secondo quanto prospettato dall’Avv. Oreste Puglisi, la platea delle lavoratrici escluse risulterebbe composta esclusivamente da donne titolari di rapporto di lavoro part-time. Proprio questa circostanza, ove accertata dall’Autorità Giudiziaria, potrebbe integrare una discriminazione indiretta di genere, in quanto una scelta apparentemente neutra avrebbe prodotto un particolare svantaggio nei confronti di un gruppo composto unicamente da lavoratrici. La discriminazione indiretta rappresenta una delle forme più insidiose di disparità di trattamento – continua Andronico – perché non deriva necessariamente da una volontà discriminatoria, ma dagli effetti concreti prodotti da una determinata scelta organizzativa. È proprio questo il rischio che la UIL Funzione Pubblica aveva evidenziato sin dal confronto sindacale del 2022, denunciando l’assenza di criteri oggettivi, verificabili e preventivamente determinati per l’individuazione dei dipendenti destinatari dell’incremento orario e mettendo in guardia l’Amministrazione sulle possibili conseguenze discriminatorie di una simile procedura.”  

La UIL Funzione Pubblica, già all’epoca dei fatti, aveva espresso la propria contrarietà alla scelta di incrementare l’orario di lavoro soltanto ad una parte del personale, difatti, aveva proposto una soluzione che consentisse un progressivo aumento dell’orario per tutti i lavoratori part-time, evitando così ingiustificate disparità di trattamento e garantendo pari dignità a tutti i dipendenti interessati.

“Naturalmente – conclude Livio Andronico, Segretario Generale Territoriale della UIL Funzione Pubblica Messina – spetterà esclusivamente al Tribunale pronunciarsi sulla fondatezza delle domande contenute nel ricorso. La UIL FP continuerà tuttavia a vigilare affinché nelle pubbliche amministrazioni ogni scelta che incide sui diritti economici e professionali dei lavoratori sia improntata ai principi di imparzialità, trasparenza, meritocrazia e pari opportunità. Nessun lavoratore deve essere discriminato e, soprattutto, nessuna lavoratrice deve subire, anche indirettamente, effetti penalizzanti derivanti da procedure prive di criteri oggettivi e verificabili.”

 

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