Un giovane milazzese era accusato di aver detenuto sostanza stupefacente di tipo marijuana già suddivisa in dosi, strumenti da taglio ed un bilancino elettronico di precisione.
I Carabinieri, a seguito di uno specifico servizio di appostamento nel corso di un controllo antidroga, avevano reperito la sostanza accuratamente nascosta presso l’abitazione della nonna ultra ottantenne. Dopo un’improvviso blitz, i Carabinieri avevano scoperto l’esistenza di un’attività operativa in corso.
Secondo l’ipotesi accusatoria il giovane, che viveva nell’abitazione adiacente, utilizzava il domicilio dell’anziana parente come base logistica per l’attività di spaccio.
In giudizio tuttavia, il difensore ha dimostrato, anche tramite dettagliate indagini difensive, che l’imputato non era l’unico ad avere accesso all’abitazione della nonna, assistita da un badante, e che la detenzione della sostanza poteva essere collegata al consumo personale e non ad un’attività di spaccio.
Il Giudice, accogliendo la richiesta del difensore Avv. Gaetano Pino, ha dunque assolto l’imputato perché il fatto non sussiste.














