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Caso Aurelio Coppolino: continua ad evolversi la vicenda, ecco le ultime novità

Tiene banco il caso di Aurelio Coppolino, la vicenda giudiziaria nata dopo la denuncia presentata dall’onorevole e avvocato barcellonese Tommaso Calderone e sfociata nei provvedimenti adottati dalla Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto.

Al centro dell’inchiesta ci sono una serie di contenuti pubblicati sul web e sui social network: secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbero state utilizzate piattaforme online, video e dirette streaming per diffondere messaggi ritenuti offensivi e lesivi nei confronti di alcune persone, tra cui lo stesso Calderone.

L’indagine e il primo provvedimento nei confronti di Aurelio Coppolino

L’attività investigativa, condotta dagli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Barcellona Pozzo di Gotto e coordinata dal vice questore dott. Carmelo Alioto, e coordinata dalla Procura locale diretta dal Procuratore Capo dott. Giuseppe Verzera, ha portato all’applicazione della misura degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico nei confronti di Coppolino poi trasformatasi in arresto. Coppolino, infatti, ha continuato a utilizzare i canali online anche agli arresti domiciliari, condotta che lo ha portato nel carcere di Barcellona Pozzo di Gotto dove attualmente è ristretto.

Il procedimento nasce dalla querela presentata da Tommaso Calderone, che aveva denunciato una serie di comportamenti ritenuti lesivi della propria sfera personale e professionale ma riguarda aspetti molto più ampi e a condotte ritenute lesive nei confronti di avvocati, magistrati, giornalisti, politici.

Il video – chiarimento di Tommaso Calderone

Nelle scorse ore, l’on.le Calderone ha illustrato pubblicamente la propria posizione nel corso di un video diffuso tramite il social network facebook, ricostruendo i passaggi della vicenda e spiegando le ragioni che lo hanno portato a presentare denuncia.

Caso Coppolino, la conferenza stampa di Enzo Basso, Ugo Colonna e Nicola Morra

Il caso resta al centro dell’attenzione giudiziaria e mediatica a Barcellona Pozzo di Gotto. L’inchiesta dovrà ora seguire il proprio percorso nelle sedi competenti, mentre saranno gli sviluppi processuali a chiarire definitivamente responsabilità e ricostruzioni dei fatti. Nel frattempo, ieri pomeriggio presso l’UNICO Hotel, il legale di Coppolino l’avv. Ugo Coppolino coadiuvato dal giornalista Enzo Basso e dall’ex Presidente della Commissione parlamentare Antimafia Nicola Morra hanno indetto una conferenza stampa per: mostrare solidarietà a Coppolino, “cittadino onesto e desideroso di essere pioniere di verità”; fare chiarezza su alcuni punti delle vicende tirate in ballo da Aurelio Coppolino e riguardanti Barcellona Pozzo di Gotto ma anche Mazzarrà Sant’Andrea; chiedere alla cittadinanza di sostenere un cittadino libero (anche se al momento detenuto) come Aurelio.

🎥 Guarda la Conferenza Stampa di ieri all’UNICO Hotel

La vicenda riporta inoltre al centro del dibattito il tema dell’utilizzo dei social network, dei limiti della comunicazione online e delle conseguenze giuridiche che possono derivare dalla pubblicazione di contenuti ritenuti lesivi della reputazione e della sfera privata delle persone. Il caso di Aurelio Coppolino, in apertura alla conferenza stampa, è stato paragonato a quello di Fabrizio Corona, anch’egli perseguito per un reato riguardante quello che viene inteso come diritto di opinione. 

 

Non è mancata l’immediata reazione dell’on.le Tommaso Calderone sui social che ha fatto sapere: “Non speravo in cotanta Grazia

Dunque Magistratura e Forze dell’ Ordine hanno ” dormito ” per 35 anni.

Centinaia di magistrati , migliaia di carabinieri,poliziotti, finanzieri,etc etc….sono stati in letargo

Non si sono accorti che c’erano alcuni avvocati criminali( io per primo) che li prendevano in giro e la facevano franca.

Doveva arrivare un disoccupato ,fino a marzo senza un soldo, salvo poi villeggiare in Costa Smeralda a Giugno, per denunciare un sistema di marciume e collusioni.

Viene da ridere.

Ieri ho parlato di atti , di fatti e di documenti.

Ai mandanti dico che se pensano che il ” mascariamento ” nei miei confronti possa sortire effetto e allora non hanno capito nulla .

Non sono pronto.

Sono prontissimo.”

 

 

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