L’ex assessore pubblica una lettera aperta ai cittadini e al Consiglio comunale: al centro il futuro del paese, la storia dell’Ente e la vocazione turistica dimenticata
“Terme Vigliatore chi è? Chi siamo?”. È questa la domanda da cui parte la lunga lettera aperta diffusa dal consigliere comunale Domenico Feminò dopo la revoca del suo incarico di assessore da parte del sindaco Bartolo Cipriano. Un documento rivolto ai cittadini, al Consiglio comunale e, per conoscenza, al primo cittadino, nel quale Feminò ricostruisce le motivazioni politiche che, secondo la sua versione, hanno portato alla conclusione della sua esperienza amministrativa.
La missiva, letta nel corso della seduta consiliare del 9 giugno 2026, prende spunto dall’imminente sessantesimo anniversario della nascita del Comune di Terme Vigliatore (1966-2026) e dalla necessità, secondo Feminò, di recuperare l’identità originaria dell’Ente.
Le origini del Comune e il richiamo alla vocazione turistica
Nel documento Feminò richiama il verbale dell’Assemblea regionale siciliana del 15 giugno 1966 e la successiva legge regionale n.15 del 28 giugno 1966 che sancì l’autonomia comunale. L’ex assessore cita il passaggio storico nel quale si evidenziava la presenza di “sorgenze di acque minerali e termali”, industrie termali, stabilimenti di imbottigliamento e strutture alberghiere come elementi che avevano favorito lo sviluppo della zona marina di Castroreale e portato alla richiesta di un Comune autonomo.
Secondo Feminò, proprio quella storia dovrebbe rappresentare ancora oggi la direzione strategica del paese: “Ecco chi siamo, ecco perché esistiamo”, scrive nella lettera, sostenendo che il turismo dovrebbe essere il fulcro della programmazione amministrativa futura.
La revoca dell’incarico e le contestazioni al sindaco
Al centro della lettera c’è la Determina sindacale n.13 dell’11 maggio 2026 con cui è stato revocato l’incarico di assessore a Feminò. Nel provvedimento vengono contestate, secondo quanto riportato nella stessa lettera, una distanza politica rispetto all’amministrazione, iniziative ritenute non coerenti con l’azione della maggioranza e la scelta di astenersi sul bilancio stabilmente riequilibrato.
Feminò respinge tali motivazioni e sostiene che la revoca sia stata determinata dalla sua scelta di mantenere una linea coerente con gli impegni assunti durante la campagna elettorale. “La mia testa è caduta solo per un aggettivo: coerenza”, afferma nel documento.
“Terme Vigliatore 2050” e le proposte rimaste senza seguito
Nel testo l’ex assessore ripercorre alcune iniziative che sostiene di aver portato avanti o proposto durante il mandato amministrativo.
Tra queste cita il progetto “Terme Vigliatore 2050”, indicato come un percorso di programmazione politica oltre il singolo mandato elettorale; la proposta della “Giornata del Gonfalone” dedicata a storia, arte e cultura del Comune; l’istituzione di un capitolo di bilancio dedicato alla valorizzazione culturale; la richiesta di un archivio digitale per la progettazione dei lavori pubblici.
Feminò richiama inoltre il tema del turismo ricettivo, spiegando di aver avviato una ricognizione sulle strutture presenti sul territorio e di aver proposto una diversa gestione delle risorse derivanti dall’imposta di soggiorno, con una quota destinata a interventi a sostegno del comparto turistico.
Urbanistica, PUG e futuro del territorio
Un altro punto affrontato nella lettera riguarda la pianificazione urbanistica e il percorso verso il Piano urbanistico generale (PUG). Feminò sostiene di aver sollevato criticità e chiesto approfondimenti, collegando le scelte urbanistiche alla necessità di preservare la vocazione storica e turistica del territorio.
Secondo il consigliere comunale, il confronto interno alla maggioranza sarebbe progressivamente venuto meno, tanto da arrivare – a suo dire – all’assenza di riunioni politiche per un lungo periodo.
L’appello finale ai cittadini
Nella parte conclusiva della lettera Feminò ribadisce la propria posizione: “Io ho solo mantenuto la parola data ai cittadini”, affermando di aver difeso un’idea di amministrazione fondata su programmazione, identità e sviluppo del territorio.
L’ex assessore conclude rivolgendosi alla comunità di Terme Vigliatore e chiamando i cittadini a valutare, nelle future scelte politiche, quale direzione intraprendere: quella legata alla continuità amministrativa oppure quella orientata, secondo la sua visione, alla valorizzazione della storia e della vocazione turistica del Comune.














