Presentato il libro “Il posto del Sole” di G. Pantano, uno strumento per conoscere le proprie origini e guardare al futuro

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È stato presentato lo scorso sabato, presso l’Auditorium San Vito, il libro dell’architetto e studioso Giovanni Pantano “Il Posto del Sole”, edito da Lombardo edizioni e con la prefazione di Andrea De Pasquale. L’opera come suggerisce il sottotitolo, “Viaggio diacronico nella Piana di Milazzo. Da Capo Peloro a Capo Tindari tra miti, leggende, luoghi, storia e insediamenti antichi e moderni”, propone una ricostruzione storica e culturale del territorio con le sue trasformazioni nel tempo, dando modo al lettore di apprendere le trasformazioni avvenute e di riflettere sulle proprie origini, comprendendo maggiormente il presente.

L’evento è stato promosso dal Comune di Barcellona P.G., dall’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Messina e dalla Fondazione Architetti nel Mediterraneo di Messina.

Ha introdotto e salutato tutti i convenuti l’architetto Giovanni Pantano che ha anche ringraziato l’autore della prefazione, Andrea de Pasquale, il vicesindaco Ilenia Torre – che a sua volta ha portato i saluti del sindaco e dell’amministrazione comunale – il presidente dell’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Messina, Giovanni Lazzari, la Fondazione Architetti nel Mediterraneo di Messina, presieduta da Anna carulli e rappresentata durante la serata da Salvatore Settineri.

Quindi dopo gli interventi di Giovanni Lazzari, Salvatore  Settineri e dell’editore Giovanni Lombardo, si sono succedute le relazioni di Mariella Sclafani, già docente del Liceo Classico “Luigi Valli” di Barcellona P.G. e Peppe Fera, già professore ordinario dell’Università di Reggio Calabria, entrambi figure rappresentative ed esperte del territorio che hanno offerto delle chiavi di lettura del libro.

Gli interventi dei relatori

La prof.ssa Sclafani ha fatto notare come il libro rappresenti un lavoro nel quale confluiscono una serie di discipline e conoscenze che si integrano tra loro offrendoci la visione di un territorio che presenta molte ricchezze e di cui scopriamo tantissimi elementi: le caratteristiche precipue della Sicilia e che fanno di essa un unicum attraverso il confluire delle diverse civiltà che si sono succedute ed integrate nel tempo. La relatrice ha anche illustrato la particolare struttura dell’opera, che richiama quella della tragedia greca, per poi soffermarsi su alcuni elementi appartenenti ai tre blocchi individuati nel testo, miti e leggende della  Grecia, i luoghi e gli eventi. Tra l’altro, un aspetto del libro che la prof.ssa Sclafani ha messo in luce è stato quello della continuità tra mondo cristiano e pagano.

È un libro straordinario, di una ricchezza di contenuti incredibile”, ha affermato il prof. Fera, facendo notare come l’opera per le sue peculiarità sia difficilmente catalogabile in un genere predefinito, definendola “uno straordinario affresco dei nostri territori che spazia dai tempi più remoti a quelli più vicini a noi con un lavoro certosino“. Il relatore nella parte conclusiva dell’intervento ha fatto notare come il libro possa rappresentare “uno strumento di base per una programmazione per lo sviluppo locale, legato alle risorse del territorio, un lavoro prezioso che andrebbe tenuto in considerazione”.  “Insieme con l’Ordine – ha concluso – ritengo che questo territorio sia di rilievo per lo sviluppo della città metropolitana