La Corte d’Appello di Messina, Prima Sezione Penale, ha parzialmente riformato la sentenza emessa dal Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto nel dicembre 2024 nell’ambito del processo per usura ed estorsione al mercato ortofrutticolo, pronunciando due assoluzioni, rideterminando alcune pene e disponendo la scarcerazione di uno degli imputati.
La decisione è stata emessa il 29 maggio 2026 al termine del giudizio di secondo grado che vedeva imputati Mario Perdichizzi, Salvatore Lunetta, Carmelo Imbesi, Giuseppe Accetta, Domenico Chiofalo e Tiziana Messina.
Il collegio difensivo è composto dagli Avvocati: Sebastiano Campanella, Paolo Pino, Marcello Greco e Tindaro Grasso.
Il provvedimento emesso dai giudici ha previsto l’assoluzione di Giuseppe Accetta dal reato contestato al capo 4 dell’imputazione “perché il fatto non sussiste”. La stessa formula assolutoria è stata pronunciata nei confronti di Carmelo Imbesi relativamente al capo 10 della rubrica.
Pene rideterminate per gli imputati
La Corte ha inoltre rideterminato le pene nei confronti degli altri imputati coinvolti nel procedimento.
In particolare:
- Salvatore Lunetta è stato condannato a 7 anni di reclusione e 1.800 euro di multa, senza applicazione della recidiva contestata;
- Carmelo Imbesi a 8 anni e 9 mesi di reclusione e 3.050 euro di multa;
- Domenico Chiofalo a 4 anni e 6 mesi di reclusione e 933 euro di multa;
- Tiziana Messina a 7 anni di reclusione e 1.600 euro di multa.
Per Chiofalo è stata inoltre revocata la pena accessoria dell’interdizione legale. I giudici hanno sostituito l’interdizione perpetua dai pubblici uffici con quella temporanea della durata di cinque anni.
Confermata la sentenza nel resto
La Corte ha confermato il resto del contenuto della sentenza pronunciata da Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto. Mariano Perdichizzi è stato inoltre condannato al pagamento delle spese del grado di giudizio, mentre tutti gli appellanti dovranno rifondere le spese sostenute dalle parti civili costituite.
Tra i passaggi più rilevanti del provvedimento figura la decisione riguardante Giuseppe Accetta, difeso dagli Avvocati Lanza e Calderone.
Richiamando l’articolo 300 del Codice di Procedura Penale, la Corte ha dichiarato la perdita di efficacia della misura cautelare nei suoi confronti, disponendone l’immediata liberazione qualora non detenuto per altra causa.














