Il fenomeno del momento a Barcellona Pozzo di Gotto è giovane, tagliente, ironico, ed è esploso proprio durante l’ultima campagna elettorale: si tratta dei Terronissimi. Il gruppo, formato da tre ventenni barcellonesi, si è destreggiato all’interno della politica locale, proprio in previsione delle Elezioni Amministrative 2026 nella città del Longano.
Non un trio che si identifica in particolari ideali politici, ma tre ragazzi comuni che hanno deciso di cercare chiarezza e concretezza nel panorama locale utilizzando come strumenti l’ironia e la provocazione, dando voce ai più giovani e non solo.
Valorizzare il territorio ed esaltarlo senza mai perdere il sorriso, per loro arma indispensabile per comunicare e lanciare qualsiasi messaggio.
Il loro format dei “120 secondi con…”, una tipologia di video breve con domande e risposte rapide e immediate, è letteralmente esploso sui social network e ha visto protagonisti i tre candidati a sindaco di Barcellona Pozzo di Gotto, di cui ha sottolineato e colto i lati inediti.
L’intervista ad Antonino, Giuseppe e Samuele
Oggi siamo insieme ai “Terronissimi” per parlare di un progetto nato a Barcellona Pozzo di Gotto che vi ha visti attivi nella campagna elettorale per le Amministrative 2026. Avete inaugurato la vostra attività in tal senso con un format video intitolato “I 120 secondi con…”, una tipologia di video breve con domande che richiedono risposte rapide e immediate. Poi l’esordio di “Microfono aperto”, uno scambio d’idee sotto forma di intervista.
Qual è l’obiettivo dei due format e come nasce l’idea di questo progetto?
L’idea del progetto nasce nel 2022, in Veneto. Eravamo quattro compagni di classe, insieme a noi c’era un quarto ragazzo che adesso studia a Roma.
Abbiamo visto le persone lì che si esaltavano anche alla vista delle piccole cose, tutte cose che noi abbiamo anche qui. Quindi, noi abbiamo deciso di esaltare i nostri territori: dapprima con qualche video ironico sul ponte di Barcellona Pozzo di Gotto, la Chiesa di San Sebastiano, il Seme d’Arancia.
Dopo un periodo di stop, questa estate abbiamo organizzato anche un torneo a Marchesana.
Poi, con la campagna elettorale, abbiamo iniziato a sentire tante promesse, come quelle già viste in questi anni. Per questo in noi è nata la volontà di essere parte integrante per la città: da qui l’idea di realizzare questi format.
Ci abbiamo provato, avremmo potuto ricevere risposte positive o negative, ma volevamo far sentire la nostra voce in quanto giovani. Alla fine, la risposta è stata affermativa.
Le parole dei politici ci sembravano troppo astratte: serviva, secondo noi, qualche domanda in più per rendere concrete le idee, e questo anche essendo scomodi. Dunque, chiedendo come sarebbero arrivati i risultati.
Si tratta di una provocazione che è sempre stata realizzata in chiave ironica.
Per quanto riguarda la scelta dei format, lo studio che sta dietro riguarda la comunicazione di oggi, che è una comunicazione veloce. Il tasso di attenzione diminuisce sempre più, dunque ci siamo serviti di video che dessero un impatto immediato, sin dai primi secondi, per poi contestualizzare in quelli successivi.
Il nostro format dei 120 secondi è quello che ha avuto il maggior successo: 120 secondi sono già tanti, ma in meno tempo non era possibile toccare tanti temi.
Ma andando al sodo, potete parlarci di voi? Chi c’è dietro ai “Terronissimi”?
Un gruppo di amici. Non siamo da soli, ma c’è un vero e proprio staff dietro al progetto: chi fa i video, chi gestisce i profili social, che esprime le proprie opinioni.
Fra questi, Stefano Calabrò è il nostro manager, che crede in noi e ci supporta, dando sempre il suo contributo con un’opinione sincera.
Noi tre siamo Antonino Puliafito, Samuele Calabrò e Giuseppe Sottile, detto “il Maestro”.
Antonino: Sono uno studente di Medicina. Mi piace il calcio, ma seguo lo sport in generale. Nel tempo libero che rimane studio.
Molto spesso non mi faccio andar bene le cose che non mi vanno a genio. Se devo dire una cosa fuori posto non mi faccio problemi. Mi definiscono “uomo meme”, perché qualsiasi cosa faccia diventa spunto per creare meme.
Samuele: Studio anche io Medicina e gioco a pallavolo a Barcellona nella PlayVolley. Non sono come Antonino, così tanto intraprendente, ma più razionale. Il motivo per cui ho deciso di entrare in questo progetto è proprio questo: se vedo delle cose che non si possono fare non capisco perché vengano ugualmente fatte.
Io all’inizio non ci credevo.
Giuseppe: Studio Scienze Biologiche a Messina. Mi piace lo sport in generale, soprattutto il calcio, ma ho fatto arti marziali in passato e seguo molto MMA. Ritengo di avere un buon spirito critico, però credo che la cosa più importante sia la risata. Se non si riesce a strappare una risata, è molto difficile avere l’attenzione delle persone. Si può dire ciò che si vuole, ma ha poco senso quando lo si fa in maniera poco coinvolgente.
Il rapporto che abbiamo è quello di tre giullari di corte, scherziamo molto. Ormai siamo diventati una sorta di “sottofamiglia”: anche le nostre famiglie sono molto unite, abbiamo creato un bel gruppo e speriamo possa continuare ad essere così.
Da dove nasce la volontà di focalizzarsi proprio sulle Elezioni Amministrative 2026 a Barcellona Pozzo di Gotto?
Nasce dalla stanchezza, non solo sul versante politico. Spesso definiamo la politica come un qualcosa di estraneo a noi, ma anche solo frequentare i luoghi della nostra città è fare politica.
Vogliamo chiarire che i Terronissimi sono imparziali. Non vogliamo che passi il messaggio che siamo a favore di un candidato piuttosto che un altro, quando in realtà ci limitiamo semplicemente ad accettare i loro inviti senza pendere da nessuna parte.
Dietro quello che facciamo ci sono le nostre inclinazioni personali: nelle interviste spesso c’è chi approfondisce più l’aspetto sportivo, chi quello economico, delle infrastrutture o del patrimonio artistico.
Quindi la nostra intenzione dopo la campagna elettorale è quella di non smettere di portare avanti questo progetto. Vogliamo essere le spine nel fianco per far emergere le cose che non vanno bene. Non sappiamo se ci stiamo riuscendo, ma sicuramente ci stiamo provando.
Nei vostri piani c’è quello di continuare a dare voce ai giovani barcellonesi tramite i vostri canali, anche su temi che si allontanano dal tema delle elezioni? Se sì, quali?
Non solo ai giovani, e su tutti gli argomenti. Ci batteremo anche per chi ci scrive segnalando un problema rimasto inascoltato.
Per il futuro abbiamo intavolato diverse discussioni. Una particolarità nostra è che discutiamo spesso, anche in maniera animata.
Fra i progetti c’è quello di continuare la rubrica “Microfono aperto”, da definire in che modo e con quali ospiti, ma probabilmente con un formato più breve. Inoltre, vogliamo riuscire a far dire la propria alle persone e mantenerle informate. Però non vogliamo fare i giornalisti, non è quello il nostro obiettivo.
Ma fra le nostre idee c’è anche quella di organizzare qualcosa extra-social: tornei di beach volley nelle nostre spiagge, come quello di quest’estate a Marchesana, magari con la collaborazione del futuro sindaco di Barcellona Pozzo di Gotto.
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