La Sicilia è diventata uno dei simboli degli effetti del cambiamento climatico che ha portato un aumento delle temperature sulla nostra isola, soprattutto nei mesi estivi. Sono state colpite maggiormente le province di Caltanissetta, Agrigento, Trapani e Palermo.
Questo incide negativamente sulla vita quotidiana dei cittadini che spesso, nei periodi di grandi siccità, sono costretti a comprare autobotti d’acqua da privati per poter continuare a svolgere le loro attività quotidiane. Anche l’agricoltura rispetto ad anni precedenti è diminuita drasticamente come la produzione di grano, agrumi, olive, a causa anche delle scarse precipitazioni dell’ultimo secolo.
In realtà già intorno gli anni ’60 e ’70 vi sono stati periodi di siccità, ma l’intensità e la frequenza sono aumentati nel tempo. Le cause del fenomeno sono principalmente tre: tra questi sicuramente il cambiamento climatico che conduce ad estati molto calde ed inverni più secchi; anche una scarsa gestione idrica, caratterizzata dalla mancanza di strutture adeguate alla conservazione e distribuzione dell’acqua; ha anche contribuito, inoltre, la deforestazione e il consumo del suolo dato che le aree boschive hanno ridotto la capacità di trattenere l’acqua delle piogge.
Solo nel 2024 l’aumento delle temperature e la scarsità idrica hanno portato al prosciugamento di laghi importanti come il lago Franaco a Castronuovo, in provincia di Palermo. Per andare contro la crisi idrica il governo regionale ha ricevuto dalla Protezione Civile 20 milioni di euro, per il riuso di pozzi e sorgenti, per il riuso di pozzi e sorgenti. Si vogliono riattivare i tre dissalatori di Trapani, Gela e Porto Empedolce, desalando l’acqua di mare e installando impianti all’avanguardia per trasformare l’acqua di mare potabile. Si potrebbe specialmente riparare le reti di distribuzione per ridurre le perdite d’acqua.
Tra le soluzioni ci sono anche i sistemi di recupero dell’acqua piovana che è una delle soluzioni più efficaci, secondo alcuni studi. Oltre a fornire alcune soluzioni tecnologiche, gruppi di aziende si sono impegnati nella formazione e nella sensibilizzazione su questo importante fenomeno che riguarda tutti i cittadini delle province dell’isola e non solo.
Citiamo la provincia di Messina, la nostra provincia, che nel 2026 ha visto un periodo di piogge invernali, ma che negli anni 2023-2024 ha sofferto di una siccità causata dai deficit pluviometrici che hanno abbassato le falde, in particolare quella della cittadina di Fiumefreddo, il cui livello si è ridotto del 15%, mentre sui versanti dell’Etna l’abbassamento ha raggiunto i 20 metri. La carenza d’acqua ha dato danni anche al settore agricolo e all’allevamento del bestiame.














