Giorno 1 maggio 2026 presso il Collegio Raffaello, nella cornice della Main Hall, si è svolto il Festival UrbinoInAcquarello 2026 XI edizione; ideato dalla Direttrice artistica la prof.ssa Soha Khalil.
All’interno del fitto programma dell’evento spicca, in particolare, uno degli incontri, “The Art Book Illustration-Live Demo”, nel quale l’artista barcellonese Angela Saja ha delineato il soggetto al quale sta lavorando: un Elfo magico, creatura appartenente ad un bosco incantato. Il progetto editoriale di Angela Saja è frutto della collaborazione con la scrittrice Annunziata Bertolone e la Casa Editrice Smasher di Giulia Carmen Fasolo.

L’idea dell’evento, collocato nel mese di Maggio, che è anche il Maggio dei libri, è il desiderio di invitare alla lettura, in questo caso con la magia delle illustrazioni, cercando di affascinare i più piccoli lettori.
Non è un caso, anzi è lodevole, che questa iniziativa giunga dall’organizzazione di un Festival importante come è il Festival UrbinoInAcquerello, una manifestazione che chiama a sé ogni anno centinaia di artisti provenienti da tutte le regioni d’Italia e da tutto il mondo.
Il tema cardine di questa edizione del Festival è “Zaffiri d’istante”.
Ci sono attimi nella vita, brevi eppure indimenticabili, che brillano con la forza di un fulmine improvviso, frammenti di tempo così intensi da sembrare scolpiti nella memoria. Li possiamo chiamare zaffiri dell’istante- scintille rare e preziose che, come gemme, emergono dal flusso quotidiano per ipnotizzarci, sconvolgerci, o semplicemente svegliarci. In quei momenti, tutto sembra fermarsi. la mente razionale, abituata a controllare, catalogare e pianificare, cede il passo a qualcos’altro: a una visione, a un’intuizione, a un’immagine che si impone con forza, anche se non sappiamo spiegarla. Questi zaffiri sono lampi di coscienza, talvolta così intensi da mandare in frantumi la nostra capacità di concentrazione, costringendoci a confrontarci con ciò che di solito ignoriamo: l’invisibile, l’inspiegabile e l’immaginario.
Eppure, è proprio da questa disarmonia che può nascere la bellezza. Perché quei lampi ci portano altrove, fuori dalla linearità della logica, in un territorio dove solo l’arte, nelle sue molteplici forme, riesce a tradurre il caos in significato. Il pittore, il poeta, il musicista, lo scrittore inseguono, tutti, questi zaffiri dell’istante per afferrarli, trasformarli, restituirli al mondo sotto forma di emozione condivisa.
Non dovremmo temere questi momenti. Anche quando ci disorientano o ci scuotono, ci offrono qualcosa di prezioso: ci ricordano che siamo vivi, sensibili, capaci di meraviglia e di profondità. Ci aiutano a guardare il mondo con occhi nuovi, a immaginare ciò cha ancora non esiste, a sentire ciò che le parole spesso non riescono a dire.
Con queste riflessioni si presenta il Festival, inaugurato il 30 aprile, e che si svolgerà fino al 17 maggio 2026, con un programma intenso dal 30 aprile al 3 maggio.


















