Si definisce il quadro processuale davanti alla Suprema Corte di Cassazione per il filone del processo dipeso dall’operazione investigativa denominata “Dinastia“. A seguito della lettura del dispositivo e delle precisazioni legali, emerge una realtà processuale che corregge alcune informazioni diffuse inizialmente, in particolare per quanto riguarda la posizione della famiglia Torre.
La rettifica dell’Avv. Massimo Alosi su Filippo Torre
L’avvocato Massimo Alosi, del foro di Barcellona Pozzo di Gotto, è intervenuto per chiarire la posizione del suo assistito, Filippo Torre. Contrariamente a quanto erroneamente divulgato in un primo momento, la Cassazione ha annullato la condanna a 16 anni e 8 mesi di reclusione per l’accusa di narcotraffico, in concorso con Rosano Vincenzo di Adrano e Giardina Tindaro di Barcellona Pozzo di Gotto, la contestazione originaria prevedeva imputazione anche per il collaboratore di giustizia Filippo Genovese, inteso lo scozzese, e il figlio di Torre Filippo Torre Giuseppe, assolti definitivamente. L’accoglimento del ricorso ha annullato la precedente sentenza della Corte d’Appello di Messina, disponendo un nuovo giudizio. L’equivoco informativo era nato da una sovrapposizione con la posizione di Salvatore Torre (anch’egli assistito dall’avvocato Alosi), la cui condanna a 6 anni per detenzione di circa 30 grammi di cocaina è stata invece confermata.
Il verdetto della Cassazione per gli altri imputati
Il dispositivo emesso dalla Quinta Sezione Penale ha disposto, inoltre, quanto segue:
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Annullamento con rinvio: Per Antonino Chiofalo, Luciano Fugazzotto, Tindaro Giardina, Filippo Torre e Francesco Turiano. Per loro si terrà un nuovo processo d’appello a Messina.
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Annullamento parziale: Per Francesco Duilio Doddo (limitatamente alla recidiva) e per Simone Mirabito (limitatamente alla qualificazione del reato associativo).
Il Collegio Difensivo
Il complesso procedimento ha visto impegnato un vasto collegio di legali: Avv. Massimo Alosi: per Filippo Torre e Salvatore Torre; Avv. Fabrizio Ferraro: per Simone Mirabito; Avv. Salvatore Silvestro: per Simone Mirabito; Avv.ti Fabrizio Formica e Antonio Filippo Spiccia: per Francesco Duilio Doddo; Avv. Tommaso Autru Ryolo: per Francesco Duilio Doddo; Avv. Rocco Bruzzese: per Luciano Fugazzotto; Avv. Giuseppe Ciminata: per Tindaro Giardina; Avv. Giorgio Vianello Accorretti: per Francesco Turiano; Avv. Giuseppe Tortora: per Antonino Chiofalo.
La decisione della Suprema Corte rappresenta un passaggio fondamentale che rimanda alla Corte d’Appello di Messina il compito di rivalutare gran parte delle accuse contestate agli imputati nel corso dell’operazione “Dinastia”.


















