Processo d’appello sulla mafia barcellonese: scontro in aula sui collaboratori di giustizia, udienza decisiva il 28 aprile

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Si è tenuta il 14 aprile, davanti alla Corte d’Assise d’Appello di Messina, una nuova udienza del processo di secondo grado a carico di alcuni dei presunti capi storici della mafia barcellonese, imputati per una serie di omicidi avvenuti nell’hinterland di Barcellona Pozzo di Gotto negli anni ’90.

Il procedimento rappresenta l’indagine della Direzione Distrettuale Antimafia afferente all’operazione “Inganno”, che nel gennaio 2024 portò all’arresto dei vertici dell’organizzazione mafiosa locale, molti dei quali già detenuti.

Le difese in aula: contestate le dichiarazioni dei pentiti

Nel corso dell’udienza hanno preso la parola i difensori degli imputati Gullotti, Di Salvo, Isgrò e Miano. Il collegio difensivo, composto tra gli altri dagli avvocati Antonino Pirri, Tommaso Calderone, Luca Cianferoni, Tommaso Autru Ryolo, Giuseppe Cicciari e Gaetano Pino, ha illustrato davanti ai giudici togati e popolari le proprie tesi.

Al centro del dibattito, l’attendibilità dei collaboratori di giustizia, in particolare Carmelo D’Amico e Salvatore Micale, le cui dichiarazioni costituiscono uno degli elementi chiave dell’impianto accusatorio.

Il nodo della moto: possibile smentita a un collaboratore

Tra gli aspetti più rilevanti emersi in aula, la difesa rappresentata dagli avvocati Pirri e Cianferoni ha evidenziato un elemento ritenuto potenzialmente decisivo: una presunta incongruenza temporale in uno dei racconti del collaboratore Salvatore Micale.

Secondo quanto sostenuto dalla difesa, Micale avrebbe riferito di aver visto una moto in occasione di un episodio criminoso. Tuttavia, la documentazione acquisita – in particolare il libretto di circolazione del mezzo – dimostrerebbe che il veicolo sarebbe stato acquistato successivamente ai fatti narrati.

Un elemento che, se ritenuto fondato dalla Corte, potrebbe incidere sull’attendibilità del collaboratore e, di conseguenza, sull’intero quadro accusatorio.

Attesa per la sentenza: ultima udienza il 28 aprile

La Corte ha aggiornato il processo al prossimo 28 aprile, data in cui sono previste le arringhe finali degli avvocati Giuseppe Lo Presti e Filippo Barbera.

Al termine dell’udienza, i giudici emetteranno la sentenza che definirà il secondo grado di giudizio in uno dei procedimenti più importanti sulla criminalità organizzata barcellonese.