Barcellona, sfruttamento del lavoro: annullati i domiciliari a due imprenditori

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Annullata con rinvio la misura dei domiciliari, che era stata confermata dal Tribunale del Riesame di Messina, per i due imprenditori Sebastiano Marchetta e Salvatore Biondo, indagati per il reato di sfruttamento della manodopera.

A deciderlo è stata la Corte di Cassazione, a cui i due si erano rivolti per il ricorso tramite i propri legali.

L’inchiesta: stipendi ridotti e presunte irregolarità

I domiciliari nei confronti dei due soggetti – soci e gestori di fatto della società “Sikelia Oil s.r.l.”, attiva nel settore della distribuzione di carburanti a Barcellona – erano stati disposti dal G.I.P. del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto a seguito della denuncia di uno degli operai. A motivare la misura cautelare, un ricco quadro di gravi e sistematiche violazioni alla normativa sul lavoro nei confronti di nove dipendenti addetti alle colonnine di erogazione del carburante.

Le motivazioni della difesa in Cassazione

Tramite il ricorso in Cassazione, la difesa ha sostenuto che i lavoratori erano regolarmente assunti, operando in condizioni di sicurezza e percependo stipendi non significativamente inferiori agli standard. Contestata soprattutto la sussistenza dello “stato di bisogno”, elemento centrale per configurare il reato previsto dall’articolo 603-bis del codice penale.

La Suprema Corte ha dunque accolto il ricorso sul punto dello stato di bisogno: proprio questa carenza motivazionale ha portato all’annullamento con rinvio dell’ordinanza.

Il Tribunale del Riesame dovrà ora rivalutare il caso approfondendo il profilo dello stato di bisogno. Il procedimento proseguirà il 14 aprile, data fissata per il nuovo passaggio giudiziario.