Nei giorni scorsi, la Procura distrettuale di Messina ha richiesto al GIP del Tribunale la convalida del sequestro preventivo d’urgenza di un ambulatorio medico abusivo allestito all’interno di una farmacia situata nella zona nord della Città Metropolitana. Il provvedimento è stato confermato dal giudice, che ha emesso il decreto di sequestro preventivo dei locali.
L’operazione è scaturita dai controlli effettuati dai Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (NAS) di Catania, impegnati in attività di vigilanza sul rispetto delle normative sanitarie.
Locale trasformato illegalmente in ambulatorio
Dalle ispezioni è emerso che un ambiente indicato nelle planimetrie ufficiali come semplice “disimpegno” era stato in realtà trasformato in un ambulatorio medico stabile, completamente privo delle autorizzazioni necessarie.
All’interno della struttura venivano somministrate terapie complesse, tra cui farmaci antitumorali, trattamenti ormonali, cure per diabete e l’obesità. Tutte attività svolte in totale assenza di autorizzazione sanitaria e di personale sanitario qualificato, come medici o infermieri, uniche figure abilitate per legge per questo tipo di prestazioni.
Nel corso dell’operazione, i militari hanno rinvenuto numerose confezioni di medicinali ad alto costo già utilizzate. Un elemento che, secondo gli investigatori, dimostrerebbe la continuità e la frequenza dell’attività clinica abusiva svolta nei locali.
Due indagati per esercizio abusivo della professione
A seguito degli accertamenti, sono stati iscritti nel registro degli indagati il direttore tecnico della farmacia e uno dei legali rappresentanti della società di gestione
Le ipotesi di reato contestate sono:
- art. 348 c.p. – esercizio abusivo di una professione;
- art. 378 c.p. – favoreggiamento personale.
“Quanto sopra, ai fini del corretto esercizio del diritto di cronaca, costituzionalmente garantito, nonché tenuto conto dell’interesse pubblico ad una chiara esposizione dei fatti, sia pure nel doveroso riserbo di ulteriori elementi in ragione della attuale fase delle indagini preliminari. Con la precisazione che il procedimento è, allo stato, nella fase delle indagini preliminari, nella quale i soggetti indagati sono da presumersi innocenti fino alla sentenza irrevocabile, che ne accerti le responsabilità e con la precisazione che l’eventuale giudizio, che si svolgerà in contraddittorio con le parti e le difese davanti al giudice terzo ed imparziale, potrà concludersi anche con la prova dell’assenza di ogni forma di responsabilità in capo ai medesimi indagati”.
















