Di solito si pensa che le cose brutte e sbagliate vadano dimenticate, ma in alcuni casi è fondamentale ricordarle per evitare di ripetere gli stessi errori. Il film La vita è bella racconta in modo quasi scherzoso e leggero un fatto storico reale e drammatico: durante la Seconda Guerra Mondiale, infatti, vennero uccisi circa sei milioni di ebrei e molte altre persone ritenute “indegne”.
È stata una tragedia gravissima e questo film ci mostra come gli adulti, pur consapevoli del loro terribile destino, cercassero di non far pesare la situazione ai bambini. Il protagonista, un papà straordinario, dimostra tutto l’amore che prova per suo figlio Giosuè, facendogli credere che la prigionia sia in realtà un grande gioco a premi. Alla fine, il padre arriva a dare la propria vita per salvare il bambino e proteggerlo dall’orrore che li circondava.
Questo film mi ha trasmesso una realtà crudele vista con gli occhi della fantasia e dell’amore genitoriale. Penso che noi ragazzi abbiamo il dovere di conoscere gli errori fatti in passato dai nostri antenati per non ripeterli mai più. Noi giovani siamo il futuro e dobbiamo impegnarci a non replicare le violenze di ieri, cercando invece di costruire la pace in tutto il mondo.
Recensione del film “La vita è bella” di Roberto Benigni
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