Caduta in mare durante l’imbarco aliscafi a Milazzo: assolti tutti gli imputati dopo 8 anni

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I fatti risalgono al febbraio del 2018, quando un 68enne residente a Lipari è precipitato in acqua cadendo da un varco non transennato mentre percorreva la banchina del Terminal Passeggeri del porto di Milazzo per raggiungere la passerella d’accesso all’aliscafo.

Secondo l’autopsia, il decesso era avvenuto per arresto cardiocircolatorio causato dallo shock termico per immersione in acqua gelida, nonostante i tempestivi soccorsi prestati dall’equipaggio.

Aperta un’inchiesta da parte della Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto, sono stati rinviati a giudizio per omicidio colposo il primo ufficiale e due marinai che, secondo il Pubblico Ministero, avevano omesso di adottare tutte le cautele necessarie a prevenire incidenti di questo tipo, in violazione di quanto previsto da una specifica ordinanza della Capitaneria di Porto, nonché dal manuale di bordo della Liberty Lines.

WhatsApp-Image-2026-03-12-at-17.20.35-225x300 Caduta in mare durante l'imbarco aliscafi a Milazzo: assolti tutti gli imputati dopo 8 anniL’Avv. Fabio Marchetta

Durante il processo ha prevalso la tesi sostenuta dalla difesa degli imputati, rappresentata dagli avvocati Fabio Marchetta per il primo ufficiale e dagli avvocati Fabrizio Formica e Pierfrancesco Lembo per gli altri due marinai. La difesa, anche attraverso l’ausilio di un proprio consulente di parte, l’anatomopatologa dottoressa Certo, è riuscita a ricostruire la situazione di grave deficit visivo in cui versava la vittima al momento dell’accesso al porto.

Il 68enne era infatti affetto da una seria retinopatia diabetica per la quale, tra l’altro, appena un’ora prima dell’imbarco aveva effettuato un intervento con laser presso l’ospedale di Milazzo.

Alcune immagini video rinvenute in sede di investigazioni difensive hanno poi consentito di appurare come il malcapitato versasse in uno stato confusionario, verosimilmente dovuto alla momentanea cecità che non gli ha consentito di instradarsi correttamente sulla passerella d’accesso. Non sarebbe quindi imputabile alcunché all’equipaggio della Liberty Lines, trattandosi di un evento eccezionale e imprevedibile.

I legali hanno poi dimostrato che per quel tratto di banchina interessato dal sinistro la competenza per un eventuale transennamento non apparteneva all’equipaggio della Liberty Lines bensì ad altra società aggiudicataria, cui l’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto di Messina aveva dato in concessione la gestione del terminal. La società, per espressa previsione contrattuale, avrebbe dovuto occuparsi di mettere in posa tutte le strutture idonee a garantire la massima sicurezza durante il transito dei passeggeri.

Il lungo procedimento penale, durato ben otto anni, si è concluso ieri con la pronuncia di assoluzione “perché il fatto non sussiste” nei confronti di tutti gli imputati, emessa dal Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, nonostante la richiesta di condanna a un anno e dieci mesi di reclusione avanzata dal Pubblico Ministero.

https://youtu.be/qxHVOqsUZas