Terme V., anche la Presidente del Consiglio Ferrara chiarisce la sua posizione

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Dopo la contestazione e la diffida pubblicate nei giorni scorsi e il successivo dibattito politico sul Piano urbanistico generale (Pug), interviene anche la presidente del Consiglio comunale, Emanuela Ferrara, che con una nota inviata alla redazione di 24live chiede di integrare la ricostruzione dei fatti e chiarire il proprio ruolo nella vicenda.

Ferrara evidenzia innanzitutto come alcune circostanze non siano state evidenziate e avanza tale riflessione:  “Dalla documentazione agli atti del Comune – spiega – risulta che la presidente era già intervenuta nel mese di febbraio, rappresentando formalmente al sindaco alcune criticità emerse in relazione al rapporto con il tecnico progettista del Pug, alla programmazione degli incontri e alla necessità di garantire una partecipazione piena e consapevole di tutti i consiglieri comunali“.

La presidente del Consiglio Emanuela Ferrara sottolinea inoltre che la gestione operativa delle convocazioni non dipende dalla presidenza dell’aula.

È opportuno precisare – si legge nella nota – che le convocazioni degli incontri con il progettista del Pug vengono materialmente disposte dall’esecutivo e dagli uffici tecnici competenti, non dalla presidenza del Consiglio“.

Proprio per questo, spiega Ferrara, la presidenza si sarebbe attivata per garantire maggiore trasparenza nel percorso. “La presidenza – chiarisce – si è attivata per richiedere una calendarizzazione trasparente e un confronto ordinato con l’intero Consiglio comunale“.

Nel documento inviato alla redazione si ricostruisce anche quanto accaduto in occasione dell’incontro del 25 febbraio con il progettista del Piano urbanistico generale. “Non appena venuta a conoscenza delle modalità con cui era stato fissato l’incontro del 25 febbraio – si legge ancora – la presidente ha prontamente segnalato l’accaduto al sindaco, chiedendo che fossero adottate le opportune misure per assicurare il rispetto degli indirizzi già espressi da giunta, Consiglio e cittadinanza”.

L’obiettivo indicato dalla presidente sarebbe stato quello di garantire “un percorso realmente partecipato nella formazione del Pug”.

La presidente osserva anche che la diffida proviene da esponenti dell’opposizione consiliare e che uno dei firmatari svolgerebbe la propria attività lavorativa fuori dal territorio comunale. “Tale circostanza – si legge nella nota – ha verosimilmente inciso sulla rappresentazione dei fatti contenuta nella diffida, che appare inquadrabile nel legittimo confronto politico ma che non tiene conto degli atti e delle segnalazioni già formalmente posti in essere dalla presidenza”.

Nella ricostruzione fornita alla redazione viene inoltre evidenziato che “lo stesso progettista si è assunto la responsabilità della venuta senza preventivo avviso”.

Infine, nella nota si ricorda che “lo stesso sindaco si è attivato a diffidare il progettista chiedendo l’adempimento degli obblighi contrattuali”.