Una discesa vertiginosa, quella della Nuova Igea Virtus, a seguito della decisione della Sezione Disciplinare del Tribunale Federale Nazionale, presieduto da Carlo Sica con istruttoria affidata al giudice relatore Fabrizio Giovanni Pollari Maglietta.
Sono cinque i punti di penalizzazione per la squadra, accompagnati a cinque giornate di squalifica per Christian De Falco: il tutto motivato dal non aver scontato le tre giornate inflittegli nella scorsa stagione.
Ma non finisce qui, perché le stangate toccano anche alla società: cinque mesi di inibizione per il presidente Massimo Italiano e il segretario Rosario Sorrenti, insieme ad un’ammenda di 500 euro per il club.
Rischia così di infrangersi il sogno giallorosso e la corsa alla serie C, alimentati da importanti risultati in campo nel corso di questa stagione, che avevano permesso alla Nuova Igea Virtus di mantenere per lungo tempo il primato.
Ora la discesa in classifica risulta vertiginosa, e l’Igea si trova in una quinta posizione che risulta abbastanza stretta. Con 45 punti segue, infatti: Athletic Club Palermo 51, Savoia 50, Reggina e Nissa 47.
Bonina: “Ci pieghiamo, ma non ci spezziamo”
“Quello che è successo oggi all’Igea Virtus ha dell’inverosimile. Ci pieghiamo, ma non ci spezziamo”, ha affermato subito dopo la notizia, rammaricato, il presidente onorario Immacolato Bonina.
Lo stesso Bonina definisce l’episodio come “studiato scientificamente e politicamente” per fermare l’ascesa di una squadra che si è dimostrata la più forte in campo.
Un messaggio di speranza a tutta la tifoseria: a Barcellona Pozzo di Gotto la richiesta di sostegno, con la promessa di azzerare qualsiasi penalizzazione tramite i risultati in campo.
La società: “Ci appelleremo nei modi e nei tempi previsti dalla giustizia”
“Mancano otto gare al termine della stagione. Abbiamo ottenuto cinquanta punti, cinquanta. Abbiamo perso in sole due occasioni, dunque tocca fare il nostro lavoro e continuare a fare squadra e lottare per l’obiettivo”, ha affermato la società.
Non si è fatta attendere, infatti, la risposta ufficiale della Nuova Igea Virtus S.S.D. srl, che tramite una nota ha espresso la volontà di appellarsi ad una sentenza non ritenuta aderente con quanto accaduto.
“Ci appelleremo nei modi e nei tempi previsti dalla giustizia. Non c’è alternativa, non c’è ragione – a nostro legittimo parere – di ricevere una “condanna”, seppure non definitiva, che ridimensiona il nostro cammino, la nostra stagione, fino ad oggi costellata di successi, meriti e riconoscimenti, tutti maturati sul campo e frutto di non pochi sacrifici, del gruppo squadra, dei calciatori e della società. Dalla nostra c’è la buona fede, la voglia di fare valere le nostre ragioni per rispetto della nostra gente e del nostro operato”.
La società, inoltre, ha chiarito le motivazioni di tale “irregolarità”, sottolineando però il mancato ricorso nei tempi previsti dalla legge.
“All’atto del tesseramento del calciatore Christian De Falco, espulso al termine dell’ultima gara dello scorso campionato, disputato con la formazione primavera della Reggiana, non potevamo essere al corrente di questa situazione, al netto dell’impossibilità che ad oggi persiste a livello federale, laddove un segretario o un dirigente delegato opera in regime dilettantistico per la scrittura di un calciatore proveniente dal professionismo, che sia stato impiegato nelle formazioni giovanili o in prima squadra.
Il portale federale, diversamente a quanto possibile a parti inverse, non lo consente.
Questa impossibilità è da anni oggetto di “battaglia” da parte dei segretari della LND, a cui il presidente federale ha più volte riconosciuto la validità dell’istanza e l’intenzione delle istituzioni sportive ad arginare simili difficoltà (non per ultimo nella riunione del 15 dicembre scorso a Roma).
Nella sostanza, non ci sono gli strumenti per le società dilettanti di appurare che un possibile tesserato proveniente dal professionismo abbia subito una squalifica o abbia pendenze in corso che limitano l’impiego, a livello giovanile come in prima squadra. Inoltre, va specificato che ad oggi non vi è mai stata una controversia di un Giudice Sportivo che abbia decretato che la squalifica di un calciatore debba essere scontata esclusivamente in prima squadra o nella juniores. Il calciatore Christian De Falco è un classe 2006 ed avrebbe potuto scontarla come uno dei tre fuoriquota previsti dal regolamento nel campionato juniores.
A ragione di questo, nel caso specifico che ci condanna, tenuto conto che nessuno ha mai fatto ricorso nei tempi previsti, e che i risultati siano stati tutti omologati, non vi è stato nessun segretario o segreteria di alcuna squadra che abbiamo affrontato in questa stagione con De Falco in campo (squalifica comunque sanata a posteriori) che abbia mai riscontrato irregolarità o presunti illeciti.
Lo stesso calciatore, interpellato ad inizio stagione, non aveva mai fatto riferimento alla squalifica ricevuta al termine dell’ultima gara dello scorso campionato, nonostante la segreteria o chi di dovere abbia provveduto più volte all’espletamento delle regolari procedure.
Ci chiediamo, a tal proposito, come non si sia tenuto conto anche di un altro singolare passaggio della vicenda che evidenzia l’impossibilità di rilevare la squalifica e la posizione irregolare del giocatore. Nel corso della gara valevole per la quarta giornata del girone d’andata, disputata al “Velodromo” di Palermo contro l’Athletic Club, il calciatore Christian De Falco è stato ammonito. La sanzione è stata processata anche nel successivo comunicato del Giudice Sportivo. Come è possibile che anche il Giudice Sportivo e i sistemi informatici non abbiano riscontrato la squalifica non ancora sanata?”.
Ora la Nuova Igea Virtus si prepara ad affronta la Reggina nel match di domenica 15 marzo, per il quale è stata indetta la giornata giallorossa e richiesto il massimo sostegno da parte della tifoseria.
















