Formalizzato il 27 febbraio 2026 il provvedimento definitivo di fine lavori per il restauro della storica “Varetta del Cristo Morto” di Pozzo di Gotto, un bene di grande valore storico, artistico e devozionale per la comunità locale. La documentazione è stata trasmessa alla Soprintendenza ai Beni Culturali di Messina.
L’intervento di restauro si è svolto dal 20 giugno al 30 dicembre 2025 presso il laboratorio di Giovanni Calvagna, a San Gregorio di Catania, dove il maestro restauratore opera insieme ai figli Carmelo e Giuseppe. I lavori hanno interessato principalmente le parti lignee della varetta e della portantina, oltre a diversi interventi di dettaglio finalizzati alla conservazione dell’opera.
Tessuti sostituiti e nuovo sistema di illuminazione
Tra le operazioni più rilevanti vi è stata la sostituzione dei tessuti originali, ormai deteriorati e giudicati irrecuperabili durante le fasi di smontaggio. I rivestimenti sono stati quindi riprodotti ex novo, rispettando le caratteristiche dell’allestimento originario.
Una volta assemblate le parti del Letto Santo e della portantina con ruote, è stato installato anche un nuovo sistema di illuminazione a LED, regolabile in base alle esigenze espositive e devozionali.
La Varetta del Cristo Morto è storicamente legata alla figura del dottor Rosario Basilicò, che ne commissionò la realizzazione. Ancora oggi l’opera è sostenuta dagli eredi della famiglia Basilicò, che hanno contribuito al completamento del restauro coprendo i disavanzi rispetto al finanziamento regionale trasferito tramite il procedimento comunale.
Il team che ha seguito l’intervento
Nel corso dei lavori hanno collaborato diverse figure istituzionali e tecniche. Il committente è stato monsignor Santo Colosi, parroco e legale rappresentante pro tempore della Parrocchia di Santa Maria Assunta di Barcellona Pozzo di Gotto.
La direzione dei lavori è stata affidata all’architetto Rosario Andrea Cristelli, mentre il restauro è stato eseguito dal Laboratorio di Restauro Calvagna Giovanni, sotto la supervisione della Soprintendenza BB.CC di Messina, con la funzionaria Stefania Lanuzza.
La soddisfazione del direttore dei lavori
L’architetto Cristelli ha espresso grande soddisfazione per il risultato raggiunto, sottolineando come la restituzione dell’opera alla comunità rappresenti il coronamento di un percorso tecnico e conservativo di alto livello.
L’intervento ha consentito di riportare la varetta al suo splendore originario, valorizzandola con una nuova tappezzeria e con un moderno sistema di illuminazione.
Cristelli ha inoltre ringraziato quanti hanno collaborato al progetto, tra cui l’avvocato Nino Munafò, la dott.ssa Sara Basilicò con la prof.ssa Carmelina De Pasquale, il devoto storico della varetta Vito Arrigo, il consulente per l’illuminazione Giovanni Storniolo e Caterina Pasqualino, che ha curato l’allestimento dei nuovi tessuti.
Un incontro pubblico il 22 marzo
Il restauro sarà al centro di un momento di approfondimento pubblico. L’architetto Cristelli relazionerà sull’intervento il 22 marzo 2026, in occasione del 40° anniversario della vara “Du Signuri mottu”, durante la giornata dal titolo “Gli intrecciatori tra ieri e oggi”.
L’iniziativa, organizzata dall’Associazione Culturale La Palma e dalla Parrocchia Santa Maria Assunta, si terrà a partire dalle ore 15:00 nella Chiesa di Gesù e Maria di Pozzo di Gotto, offrendo alla comunità un momento di approfondimento storico e culturale dedicato a una delle tradizioni più significative del territorio.


















