La UGL Sanità interviene con il Segretario Provinciale UGL Salute Messina Fabrizio Denaro, il Segretario Provinciale UGL-UTL Messina Tonino Sciotto e il Segretario Aziendale Andrea Ficarra, in merito alla sospensione delle procedure di stabilizzazione presso l’AOU Gaetano Martino, esprimendo forte preoccupazione per gli effetti concreti che l’attuale blocco sta producendo sui lavoratori interessati.
«Riteniamo necessario chiarire — dichiarano i dirigenti UGL — che le istanze e le iniziative che hanno determinato la sospensione dell’iter di stabilizzazione stanno producendo un danno diretto nei confronti dei lavoratori che hanno già maturato il diritto previsto dalla legge. Non si tratta di un passaggio tecnico neutro, ma di un rallentamento che incide concretamente sulla vita professionale e personale di chi attende la definitiva stabilizzazione».
La normativa nazionale, in particolare l’art. 1, comma 268, lett. b), della Legge n. 234/2021, come modificata dalla Legge n. 56/2024, prevede la stabilizzazione del personale che abbia maturato almeno diciotto mesi di servizio, anche con contratti flessibili. Si tratta di un requisito oggettivo, che riconosce un rapporto lavorativo già consolidato e un contributo professionale già reso all’Amministrazione.
UGL Salute evidenzia che la richiesta di sospensione delle procedure è stata avanzata da altra Organizzazione Sindacale sulla base di situazioni e presupposti che, allo stato della normativa vigente, non risultano ricompresi tra i requisiti previsti per l’accesso alla stabilizzazione.
«Il perimetro applicativo della legge è chiaro — proseguono Denaro, Sciotto e Ficarra — e non può essere esteso o modificato attraverso iniziative che finiscono per bloccare un percorso già avviato. Così facendo si crea un danno concreto ai lavoratori che hanno maturato tutti i requisiti richiesti».
«Chi ha raggiunto i diciotto mesi di servizio — aggiungono — ha già dimostrato continuità, competenza e appartenenza istituzionale. Ritardare oggi la conclusione delle procedure significa prolungare una condizione di precarietà che la legge intende superare».
«La nostra posizione è chiara — concludono i rappresentanti sindacali —: le stabilizzazioni devono andare avanti senza ulteriori ostacoli. Le iniziative che hanno determinato il blocco stanno penalizzando esclusivamente i lavoratori aventi diritto, e questo non è accettabile. La priorità deve essere la tutela concreta di chi ha già maturato i requisiti di legge».
UGL Salute chiede pertanto la ripresa immediata delle procedure di ricognizione e la conclusione dell’iter nel più breve tempo possibile, nel pieno rispetto della normativa vigente e della dignità professionale del personale interessato.
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