Barcellona, IPSAA Leonti: il riso nero al centro della tradizione culinaria

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La tradizione culinaria posta al centro all’IPSAA Leonti” di Barcellona Pozzo di Gotto, all’interno dell’evento “Riso nero – il dolce che racconta il nostro territorio”, svoltosi ieri 25 febbraio presso l’Istituto, sede associata dell’IIS E. Ferrari.

L’iniziativa, culminata in un convegno ed un concorso culinario, è stata promossa e organizzata dai docenti e dagli studenti del corso di istruzione per adulti e ha acceso i riflettori su uno dei dolci più identitari e rappresentativi della tradizione locale: il riso nero.

Non soltanto una ricetta ma, come sottolineato nei vari interventi, un vero e proprio racconto collettivo, dalla dimensione identitaria, capace di custodire memoria, storia e radici.

Gli interventi con gli esperti della tradizione culinaria

Dopo i saluti della dirigente Prof.ssa Cettina Ginebri e l’introduzione della Prof.ssa Mariella Sclafani, la parola è passata agli esperti della tradizione culinaria castrense e barcellonese:

  • Renato Baeli, celebre direttore del servizio catering “René”;
  • Giovanni Freni, rappresentante della storica e antichissima pasticceria “Freni”, simbolo della tradizione barcellonese;
  • Maria Miano e Carmelo Pace, esperti della storia e delle tradizioni culinarie castrensi.

Dagli interventi sono emerse considerevoli differenze nelle versioni presenti all’interno del territorio castrense e barcellonese, di cui la ricetta del riso nero è esclusiva: infatti, non esiste un’unica versione originale, essendo presenti diverse varianti, tramandate di generazione in generazione.

Ogni ricetta, con le dovute differenze negli ingredienti, nelle proporzioni o nei procedimenti, rappresenta una testimonianza autentica di una cultura ancestrale profondamente legata al territorio. La varietà non intacca l’identità di questo dolce, bensì ne arricchisce il valore, rendendo ogni preparazione unica e al tempo stesso parte di una tradizione condivisa.

Il concorso culinario: otto diverse versioni di riso nero

Dopo i momenti di approfondimento e confronto, l’attenzione si è spostata sul concorso culinario, cuore operativo della giornata. Le quattro classi del corso di istruzione per adulti si sono cimentate nella preparazione di otto diverse versioni del riso nero, mettendo in campo competenze tecniche, creatività e grande cura per i dettagli. Ogni piatto è stato attentamente valutato dagli esperti, che hanno espresso le proprie votazioni considerando gusto, fedeltà alla tradizione, presentazione e qualità complessiva.

Al termine della degustazione sono stati premiati i tre migliori piatti, i cui autori hanno ricevuto targhe e riconoscimenti ispirati alla tradizione artigianale locale, simbolo tangibile del legame tra scuola, cultura materiale e territorio.

L’Istituto ha voluto sottolineare l’impegno, la serietà e la passione che hanno contraddistinto gli studenti del corso per adulti.

“Donne e uomini che, pur dovendo conciliare studio, lavoro, famiglia e responsabilità quotidiane, partecipano con entusiasmo alle attività scolastiche e agli eventi che promuovono e valorizzano il patrimonio culturale locale. Il loro percorso formativo è spesso costellato di sacrifici, ma proprio per questo assume un valore ancora più significativo: rappresenta una scelta consapevole di crescita personale e di contributo attivo alla comunità”.

L’evento di ieri ha confermato come la scuola possa avere il ruolo di laboratorio di tradizione e innovazione, capace di custodire il passato e, allo stesso tempo, di rilanciarlo attraverso l’energia e la dedizione dei suoi studenti. Il riso nero, ancora una volta, si è fatto simbolo di identità, memoria e orgoglio territoriale.