Barcellona, Istituto zooprofillatico: pesanti accuse per il direttore

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Istituto zooprofilattico di Barcellona Pozzo di Gotto: il direttore accusato di frode e gestione illecita di rifiuti pericolosi

 

Pesanti accuse nei confronti del direttore dell’Istituto zooprofilattico “Adelmo Mirri” di Barcellona Pozzo di Gotto, Vincenzo Di Marco Lo Presti, 64 anni, originario della provincia di Palermo. All’indagato sarebbero stati contestati i reati di frode e gestione illecita di rifiuti pericolosi.

Le indagini avviate nei suoi confronti si inseriscono nel più ampio quadro investigativo condotto dai reparti specializzati dei Carabinieri del Noe e dei Nas di Catania sui locali del dismesso Istituto, inizialmente sequestrato d’urgenza poiché ritenuto inagibile.

Il sequestro, disposto dal Gip Giuseppe Caristia, è stato successivamente annullato al termine delle verifiche per consentire le operazioni di bonifica e lo smaltimento dei rifiuti speciali rinvenuti.

Le ipotesi di reato

Nei confronti del direttore, che opera da 22 anni all’interno della struttura, la Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto contesta due distinti capi di imputazione:

  • Frode nelle pubbliche forniture, per aver validato strumenti di laboratorio e analisi microbiologiche utilizzando piastre, terreni di coltura o reagenti scaduti, in contrasto con le buone norme di laboratorio e con gli standard internazionali ISO 17025 e 15189, compromettendo – secondo l’accusa – l’affidabilità dei risultati analitici e delle certificazioni rilasciate.
  • Gestione illecita di rifiuti speciali: all’interno dell’immobile in disuso, infatti, sarebbero stati rinvenuti numerosi recipienti di laboratorio contenenti materiale organico di tipo animale. Tra questi anche carne macellata e affettata priva di tracciabilità.

Il sequestro d’urgenza e le indagini

L’operazione è stata condotta dai reparti specializzati dell’Arma e l’atto di sequestro formalizzato dal comandante del Nas di Catania, tenente colonnello Stefano Santuccio, e dal comandante del Noe di Catania, maggiore Filippo Testa.

Contestualmente, le indagini sono coordinate dalla Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto, diretta da Giuseppe Verzera, con il supporto della Sezione di polizia giudiziaria dei Carabinieri e della sostituta procuratrice Veronica De Toni.

Nel corso delle verifiche, l’area è stata descritta come in stato di abbandono e degrado. Il giudice per le indagini preliminari, dunque, ha ritenuto sussistente il quadro indiziario in materia di rifiuti, ma ha valutato non indispensabile il mantenimento del vincolo cautelare reale. Il dissequestro è stato quindi disposto per permettere la bonifica dei locali.

L’attività investigativa prosegue ancora e il direttore, allo stato indagato, continuerà a svolgere le proprie funzioni allo stato attuale.