La quarta pubblicazione del Concorso “Premio Giuseppe Puliafito”, I edizione.
Tra le tante ricorrenze legate alla città di Barcellona Pozzo di Gotto, troviamo quella del 20 gennaio dedicata al patrono San Sebastiano martire. Quest’anno la festa è stata rimandata di pochi giorni per via dell’allerta meteo ma è stata, come sempre, molto sentita e popolare in città. Il culto del patrono barcellonese risale al XVI secolo quando il Santo venne invocato dalla popolazione di Barcellona P.G. per la salvezza dalla peste. L’epidemia ebbe termine e i cittadini, in segno di riconoscenza, lo elessero patrono della città. San Sebastiano era un soldato romano che, sotto Diocleziano, venne martirizzato due volte per la fede e gettato nella cloaca massima, per poi essere ritrovato e deposto nelle catacombe. La basilica minore di San Sebastiano, che oggi sorge nell’omonima piazza, venne inaugurata nel 1936 dopo che quella storica, risalente al XVII secolo, venne distrutta per il prolungamento della strada centrale del paese portando alla creazione di una nuova piazza. Durante le celebrazioni religiose, il simulacro del Santo viene portato con grande devozione per le vie di Barcellona, come simbolo di speranza per tutta la città. Ogni anno, la piazza dedicata al santo patrono si riempie di fedeli provenienti anche dai paesi limitrofi che animano le vie principali e l’allegria è tangibile. Immancabili le bancarelle di ogni genere, ma, soprattutto, quelle che vendono il dolce tradizionale, la “giaurrina”, originario della nostra città e preparato in occasione della festa. A fine giornata, quando si spengono tutte le luci, rimane un ultimo rituale: disfare l’albero di Natale e tutti gli addobbi; il 20 gennaio segna la conclusione delle feste natalizie.
















