È stato aperto ufficialmente l’anno giubilare presso il Santuario Sant’Antonio di Padova in Barcellona dove, fino al 10 gennaio 2027, in occasione dell’Ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, i fedeli avranno la possibilità di lucrare l’indulgenza plenaria, vista come momento di riflessione e rinnovamento interiore che porta l’individuo ad operare in una società più giusta.
L’apertura ufficiale dell’anno giubilare
E’ questo il messaggio che è emerso dalla solenne inaugurazione dell’anno giubilare nel Santuario Barcellonese, avvenuta la scorsa domenica, in concomitanza con l’inizio dell’ostensione delle spoglie di San Francesco ad Assisi.
Una folla di fedeli, che ha gremito la chiesa di sant’Antonino ed i locali circostanti, ha accolto l’Arcivescovo di Messina, Lipari e Santa Lucia del Mela, Mons. Giovanni Accolla, che ha presieduto la celebrazione eucaristica delle 18,30 animata dal coro Charitas della Parrocchia San Francesco di Paola.
Un accorato “pace e bene”, il messaggio di benvenuto
Fra Francesco Furore, Rettore del Santuario con un accorato “pace e bene” ha accolto tutti i fedeli convenuti, l’Arcivescovo, il sindaco di Barcellona P.G. Pinuccio Calabrò, le numerose autorità civili e militari, le associazioni del territorio presenti, la direttrice del carcere di Barcellona P.G. Romina Tajani, il vicario foraneo padre Giuseppe Turrisi, i sacerdoti, i consacrati e le consacrate intervenuti, i propri confratelli, nonché le fraternità OFS e Gi.Fra. locali e viciniori.
“Questa apertura dell’anno giubilare in Santuario – ha affermato fra Francesco Furore – è in comunione con quanto si sta vivendo ad Assisi. Celebrare il transito del Serafico padre significa contemplare una vita perfettamente riuscita e riconciliata. La Pace – ha continuato – è dono di Dio e non una conquista dell’uomo, in un mondo lacerato la figura di San Francesco è più che mai attuale. Questo evento non sia soltanto un memoriale, ma un momento di conversione e rinnovamento. Lasciamoci guidare da Francesco e chiediamo la grazia che anche la nostra vista possa essere una piccola Pasqua”
Momenti salienti e toccanti dell’evento sono stati anche l’ingresso in chiesa di una reliquia di San Francesco, che rimarrà esposta nel Santuario di Sant’Antonio di Padova per tutto l’anno e la lettura del decreto della Penitenzieria apostolica sull’indizione dello speciale anno giubilare.
Le parole dell’Arcivescovo
Diversi i punti toccati da Mons. Accolla nella sua intensa omelia:
- vivere pienamente il senso della gioia e della “perfetta letizia” come motivazione del cammino a cui ci invita l’anno giubilare;
- l’attualità di Francesco in un mondo simile a quello da lui vissuto per “i rigurgiti di ingiustizia”, caratterizzato dal desiderio dell’uomo di “confidare sull’uomo e sulle risorse”, con la conseguente mortificazione del creato, l’esaltazione del profitto e la creazione di arsenali di guerra;
- il forte desiderio di San Francesco di conformarsi a Gesù in contrapposizione al rischio “dell’idolatria di se stessi” allontanandosi da Dio;
- “l’urgenza di trasmettere il dono della fede ai fratelli più piccoli per evitare che ci sia una dissacrazione del mondo”.
Dopo l’omelia di Mons. Accolla, il sindaco Pinuccio Calabrò ha acceso la lampada votiva sull’altare del Santo – che rimarrà accesa per tutto l’anno come simbolo di preghiera perseverante di richiesta di intercessione – e ha letto la preghiera di affidamento della città del Longano al patrono d’Italia.
(Fotografie a cura di Maria Celeste De Pasquale)
