Anche la seconda giornata della Festa del Cinema di Roma si è conclusa, con numerose prime, sia del film in concorso che della sezione gran public.
È stato proiettato, in coproduzione con Alice nella città, “Per te” di Alessandro Aronadio che si conferma come uno dei talenti più poliedrici del cinema italiano di oggi. Nel 2021, l’undicenne Mattia Piccoli è stato nominato Alfiere della Repubblica dal Presidente Mattarella. Le ragioni sono l’amore e la dedizione con cui accompagna il padre Paolo, che a poco più di quarant’anni si è ammalato di alzheimer. Il film racconta il loro legame intimo, il sostegno silenzioso della madre Michela e la bellezza dei piccoli gesti quotidiani. È un film che parla di malattia, ma anche di cura, e che pone davanti all’insormontabile muro della malattia le foto dei piccoli momenti vissuti insieme. Il piccolo Mattia, presente anche alla proiezione, ha parlato di come lui e la sua famiglia vogliono essere un esempio, affinché dopo una diagnosi non si pensi che si andrà necessariamente incontro alla solitudine nella malattia. Nel cast sono presenti Edoardo Leo e Teresa Saponangelo, insieme a Javier Francesco Leoni, che interpreta Mattia alla sua prima esperienza.
Altro film presentato, sempre nella sezione gran public, è “Breve storia d’amore”, esordio alla regia di Ludovica Rampoldi, tra le più note e apprezzate sceneggiatrici italiane. Il film esplora i labili confini tra amore e passione, rendendo palpabile il vortice emotivo dei personaggi e tratteggiando la complessità delle relazioni adulte. È una storia che parla di amore e tradimento, dove si possono comprendere le varie sfaccettature dell’animo umano, soprattutto dei confronti dell’amore più maturo.
Per la sezione Proiezioni Speciali, la proiezione di “Put Your Soul On Your Hand and Walk’ di Sepideh Farsi ha portato l’attenzione su una delle tematiche politiche e umanitarie più calde al momento.
La regista iraniana ci restituisce un ritratto di Gaza costruito attraverso mesi di videochiamate con la ventiquattrenne fotogiornalista palestinese Fatma Hassouna, uccisa poi lo scorso aprile durante un attacco israeliano. Composto in gran parte da conversazioni schermo a schermo, scorci di notiziari in diretta e soprattutto dalle fotografie scattate da Fatma, il film possiede l’intimità di una chiacchierata tra amiche e la nitidezza di un reportage dal campo.
