L’Alba di Cesare di Franco Forte è un romanzo storico di grande impatto, non sono per il tema trattato, ma anche per il modo in cui ci porta dentro la storia antica di Roma.
Il De bello gallico a scuola lo abbiamo letto tutti, specie chi ha seguito – come me – gli studi classici. E sfido chiunque a non essersi annoiato a leggere la scrittura artificiosa e volutamente propagandistica dello scritto di Cesare.
Franco Forte ci fa apprezzare uno squarcio di Storia che sarebbe rimasta confinata nei ricordi degli annali scolastici, ci spinge dentro la confusione delle battaglie, persino nei pensieri del condottiero, con i dubbi che spesso lo attanagliano.
Siamo di fronte alle ambizioni e le lotte di Cesare in una Roma repubblicana in cui è il Senato ad avere il potere, ma in fondo a guidare le sorti dell’impero sono i triumviri Crasso, Pompeo e lo stesso Cesare. Proprio quest’ultimo non dispone né delle vittorie né dei beni economici degli altri due triumviri, pertanto la rivolta della Gallia è l’occasione perfetta per aumentare la sua fama e il suo potere.
Franco Forte dipinge il ritratto di un uomo che non si limita a seguire le orme del destino, ma che insegue con determinazione il potere, consapevole dei sacrifici e delle alleanze che questo comporta. La figura di Cesare, qui descritta, non è solo quella del grande stratega, ma anche quella di un uomo capace di pensare, riflettere e agire con una visione a lungo termine.
Cesare emerge come una figura complessa, divisa tra la necessità di affermare il proprio potere e la consapevolezza dei pericoli che lo circondano. Ma accanto a lui si muovono anche altri protagonisti come Pompeo, Crasso e i membri della sua famiglia, ognuno con i propri obiettivi e conflitti interni. Le loro interazioni sono ricche di tensione, creando un equilibrio perfetto tra il piano personale e quello politico.
L’autore si distingue per la sua abilità nel mescolare la precisione storica con il racconto avvincente, creando un’atmosfera in cui il lettore può immergersi senza difficoltà. Le descrizioni dei luoghi, delle battaglie e dei personaggi sono ricche di dettagli coinvolgenti. Franco Forte riesce a rendere la Roma antica viva, e ce ne regala il fascino, senza mai dimenticare le dinamiche sociali, politiche e culturali che la caratterizzavano. La sua scrittura è efficace nel rievocare le atmosfere del periodo, tra il potere della classe aristocratica, le lotte per il controllo delle legioni e le tensioni interne che porteranno, di lì a poco, alla fine della Repubblica Romana.
Franco Forte è il padre del nuovo romanzo storico, con la sua innata capacità di raccontare la Storia dal punto di vista del protagonista.
La Storia raccontata in questo modo non è mai stata così avvincente.














