Dal Congresso SIME 2024, tutte le novità

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Dal Congresso SIME 2024, il boom della medicina estetica per gli uomini e molto altro ancora. Di seguito, tutti gli approfondimenti.

La frequentazione maschile sta aumentando molto nello studio dei medici estetici, secondo alcune indagini di mercato del 25% dal 2008. Ma cosa chiedono gli uomini e cosa hanno in serbo per loro i medici estetici? “La medicina estetica – afferma il professor Emanuele Bartoletti, presidente della Società Italiana di Medicina Estetica SIME – non è un menu on demand; così come non verrebbe mai in mente di suggerire al cardiologo cosa fare, allo stesso modo bisogna affidarsi al medico estetico. E da questo punto di vista gli uomini si affidano molto di più al medico estetico rispetto a quanto non facciano le donne; per questo possiamo dire che sono pazienti ‘ideali’. Ragazze e donne spesso arrivano con richieste specifiche, difficili da smontare”.

Check up cutaneo per prescrizione cosmetica e cosmeceutica adeguata. Anche gli uomini hanno bisogno di una gestione cosmetica della cute e stanno diventando molto attenti alle applicazioni cosmetiche. “Ma non possono prenderli in prestito dalla moglie o dalla fidanzata – spiega il professor Bartoletti – perché la cute dell’uomo ha delle caratteristiche completamente diverse. Un approfondito check up cutaneo consente al medico estetico di fare una prescrizione adeguata di cosmetici e cosmeceutici. I cosmetici nell’uomo ovviamente non devono contenere sostanze ormono-simili; poi in linea di massima devono essere leggeri, come emulsioni olio in acqua e gel. Il prodotto, applicato sulla cute, si deve asciugare subito, non deve essere profumato e deve lasciare la pelle idratata che non ‘tira’ in superficie, come accade ad esempio con i cosmetici ricchi di acido ialuronico”. Gli uomini hanno sul viso e sul collo un derma più spesso perché hanno più follicoli piliferi e ghiandole sebacee più grandi. “E questo rappresenta una fortuna – spiega il presidente della SIME – perché il loro derma è più attivo rispetto a quello delle donne. Ecco perché tutti i trattamenti di biostimolazione e di bioristrutturazione negli uomini danno risultati migliori e più evidenti rispetto alle donne e serve un minor numero sedute.

Sono dunque sicuramente da considerare in caso di necessità soprattutto dai 40 ai 60 anni”.

I giovani iperallenati spesso hanno le guance un po’ scavate perché presentano una riduzione drammatica della massa grassa e un’ipertrofia del muscolo. I solchi sulle guance cominciano da sotto gli occhi, quasi fossero il proseguimento delle occhiaie, e conferiscono al viso un aspetto stanco, poco riposato. Una delle indicazioni che diamo a questi soggetti è il riempimento di questi solchi con filler riassorbibili (acido ialuronico o idrossiapatite di calcio) o, in qualche caso, con trattamenti ristrutturanti che promuovono il riempimento stimolando la produzione di collagene, per andare a riempire gradualmente questi solchi. Sempre i giovani hanno problemi psicologici spesso rilevanti dovuti alla presenza di cicatrici d’acne che possono essere trattate con una seduta di PRP, che ammorbidisce la retrazione fibrosa, seguita dall’impiego di acido ialuronico debolmente cross linkato che richiama acqua e tende a distendere ulteriormente questi tralci fibrosi. Per uniformare ulteriormente la superficie, si può ricorrere a 3-4 sedute di needling associato a peeling superficiali, oppure al laser resurfacing ablativi (a CO2 o Erbium).

Andando avanti con gli anni, cominciano anche nell’uomo a comparire rughe d’espressione e cedimenti dei tessuti. Nell’uomo particolarmente importante è la prevenzione, perché il lifting va effettuato molto più avanti rispetto alle donne, risultando nell’uomo molto più ‘visibile’ dal punto di vista cicatriziale. Funzionano invece molto bene tutte le procedure con macchinari quali l’Endolift, le radiofrequenze e tutto quello che, agendo sul derma, ne provoca una retrazione termica attraverso la stimolazione con calore, inducendo così un miglioramento della lassità e un aspetto più compatto della cute. I riempimenti con i filler possono essere fatti anche nell’uomo, ma sempre nel rispetto dell’estetica maschile; quindi ad esempio il riempimento della regione zigomatica può essere eseguito in caso di necessità, ma con dei criteri ‘maschili’, cioè non deve essere troppo evidente nella zona zigomatica, che non deve superare la larghezza della mandibola.

L’uomo è anche molto più espressivo della donna, quindi per ottenere con la tossina botulinica un buon effetto di neuro-modulazione, non vanno utilizzate dosi eccessive, per evitare di ‘freezarli’. Bisogna lasciare all’uomo una capacità di contrazione e di espressione maggiore rispetto alla donna. Servono quindi un’attenzione e accorgimenti particolari, declinati al maschile. Un’importante differenza rispetto alla donna è l’impiego della tossina botulinica nel muscolo frontale. Nell’uomo il muscolo frontale spesso continua anche al di sopra dell’attaccatura dei capelli, quindi sollevando in alto la fronte si possono formare delle grinze anche in mezzo alla testa e questo nell’uomo molto stempiato si vede e conferisce un effetto anti-estetico. In questo caso la tossina va utilizzata su un’area cutanea più estesa, anche verso le stempiature, dove ‘sale’ il muscolo frontale.

Dal soledevono imparare a proteggersi anche gliuomini, stando attenti a non dimenticare alcuna zona. Il vertice della testa va sempre protetto con filtri solari, sia in presenza di capelli che, a maggior ragione, in caso di calvizie. Negli uomini sono infatti particolarmente frequenti i tumori cutanei del vertice. Il sole inoltre è responsabile di fotoinvecchiamento che rappresenta un problema difficile da contrastare una volta che ha raggiunto gli stadi più avanzati. Sempre al sole è imputabile la comparsa di macchie. La prevenzione dunque è fondamentale. Per eliminare le macchie cutanee nell’uomo si può ricorrere soprattutto ai laser Q-switch o picolaser (ma non alla luce pulsata perché si rischia di andare a fare una depilazione della barba)e a peeling cutanei.

Il ricorso alla luce pulsata e ai laser dedicati alla depilazione trovano buona indicazione tra i giovani che sentono la necessità di ridurre o rimuovere completamente la peluria. Molti uomini sono dei pentiti del tatuaggio e ne chiedono la rimozione che viene fatta con i laser Q-switchati e picolaser. Consigliamo però di pensarci due volte prima di farsi tatuare perché non sempre la rimozione dà buoni risultati; si può assistere infatti al fenomeno del ‘tatuaggio fantasma’, una chiazza biancastra che compare dove prima c’era un disegno colorato. Un altro evergreen è la riduzione del tessuto adiposo a livello di fianchi e addome che ha trovato oggi il suo gold standard in medicina estetica sia nella donna che nell’uomo nella criolipolisi, che dà buoni risultati anche se naturalmente non paragonabili a quelli della lipoaspirazione chirurgica.

I dati presentati durante l’assise della Società Italiana di Medicina Estetica SIME presieduta da Emanuele Bartoletti

Il mercato della medicina estetica in Italia registra un trend in aumento per tutti i segmenti d’età, compreso quello riguardante giovani e giovanissimi. In un campo ancora largamente dominato dalla richiesta delle donne (che sono oltre l’80%), anche il mondo maschile sta mostrando un crescente interesse alle soluzioni offerte dalla medicina estetica; in particolare, tra gli uomini la richiesta dei trattamenti estetici non chirurgici è aumentata del 25% dal 2008. Alla base del successo e del crescente interesse per questa branca della medicina vi è la ‘normalizzazione’ e l’accettazione sociale di queste procedure, in gran parte trainata dai social media.

Una consistente fetta di mercato è occupata dalla fascia d’età 19-34, che effettua il 40-45% delle procedure ed è la più influenzata dalle mode e dai trend social. Il 35-40% delle procedure è appannaggio della fascia d’età tra i 35 e i 50 anni, il che suggerisce che la richiesta di trattamenti preventivi sia in netto aumento prima di approssimarsi alla soglia della mezza età. A dominare il mercato (rappresentano quasi l’80% di tutte le procedure di medicina estetica) sono ancora gli iniettabili (acido ialuronico e tossina botulinica). Nel campo dei trattamenti di ringiovanimento facciale, le star sono i peeling chimici e i trattamenti di skin tightening, mentre degli evergreen sono la depilazione permanente, i trattamenti anti cellulite e la rimozione non chirurgica del grasso. Richieste dunque ‘tradizionali’ quelle che gli italiani fanno alla medicina estetica, ma in mercato molto dinamico e in costante rinnovamento che ha visto negli ultimi anni affermarsi procedure quali il rinofiller e il coolsculpting.

La reputazione dei medici estetici italiani infine sta facendo del nostro Paese anche una meta di turismo sanitario; ben il 15% dei trattamenti estetici nel 2021 sono stati effettuati su pazienti internazionali.

Sebbene il mercato internazionale sia saldamente dominato dagli Usa (5,3 milioni di procedure di medicina estetica effettuate nel 2021), l’Italia è il Paese con il maggior numero di procedure di medicina estetica in rapporto al numero di abitanti. Il mercato internazionale della medicina e chirurgia estetica è stato valutato intorno a 13,9 miliardi di dollari nel 2022 ma entro il 2027 si stima che potrebbe arrivare a 23,4 miliardi di dollari. Le procedure non chirurgiche nel 2021 rappresentavano il 54% del mercato globale, per un valore stimato intorno a 7,5 miliardi di dollari. La crescita di mercato è guidata principalmente dalla crescente importanza attribuita all’aspetto fisico e alla necessità di sentirsi meglio con sé stessi. Accanto a questo, non esiste più lo stigma e pregiudizi che circondavano il ricorso a queste pratiche. f

“Questi dati sono certamente interessanti, ma fortunatamente in alcuni casi si discostano dall’esperienza dei soci SIME – commenta il presidente della SIME Emanuele Bartoletti – particolarmente significative sono le percentuali riguardanti i giovanissimi. Nel presente report, tra il 40% e il 45% di coloro che si rivolgono alla Medicina Estetica rientrano nella fascia d’età compresa tra i 19 e i 35 anni.  Non è specificato quanti di questi rientrino nella fascia 19 – 25 anni, ma auspico che siano pochi. Dalla Survey condotta tra i soci SIME, fortunatamente solo il 5% rientra alla fascia d’età al di sotto dei 24 anni, e la maggior parte di questi giovani presenta problemi di acne. L’aumento del ricorso dei giovani alla Medicina Estetica rappresenta un problema serio. Molto spesso sono spinti dai social media in maniera diretta o subliminale, e ciò comporta il rischio di incontrare medici, o peggio ancora, non medici, che accondiscendono a richieste spesso prive di senso. E’ importante prestare attenzione, poiché la dipendenza dei giovani da questo tipo di terapie sta diventando sempre più preoccupante. Questo porta al rischio di sottoporsi a trasformazioni di cui potrebbero pentirsi in seguito”.  

Fonte: rapporto Businesscoot