24liveSchool, gli studenti di Barcellona ricordano le vittime delle foibe

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Noi alunni dell’Istituto Comprensivo “C.S.D’Alcontres”, di Barcellona P.G. (ME), abbiamo la fortuna di essere seguiti da una professoressa appassionata di storia, desiderosa di trasmetterci le conoscenze necessarie per comprendere le vicende che hanno segnato il nostro passato. Tra gli argomenti affrontati, uno in particolare ha scosso profondamente la nostra sensibilità: il massacro delle foibe. Grazie alla sua dedizione, abbiamo imparato a conoscere una pagina buia del nostro Paese.

La nostra professoressa ci ha guidato con passione attraverso la comprensione di questo tragico evento, incoraggiandoci a essere cittadini consapevoli e responsabili. Il 10 settembre diventa così un momento non solo di ricordo, ma di riflessione sulla nostra responsabilità nella costruzione di un futuro fondato sulla pace, sulla comprensione reciproca e sulla valorizzazione della diversità.

Durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale, le tensioni etniche e politiche in Istria spinsero a episodi di violenza estrema: Dopo l’armistizio del 1943 l’Istria fu un territorio conteso tra Italia, Germania e Jugoslavia. Quest’ultima aveva un corpo militare specializzato nella liberazione dell’Istria, guidato dal generale Josip Broz detto anche Tito. A partire dal maggio del 1945 il controllo delle province di Gorizia, Trieste, Pola e Fiume fu assunto dai partigiani jugoslavi guidati da Tito.

Seguirono numerosi arresti e uccisioni di centinaia di persone: I fascisti e tutti gli italiani non comunisti vennero considerati nemici del popolo, prima torturati e poi gettati nelle foibe, profonde fosse verticali tipiche delle regioni dell’Istria e del Friuli.

Gli infoibamenti si perpetuarono fino al 1947: l’esercito slavo si impadronì pian piano dell’Istria con l’obiettivo di arrivare fino al fiume Isonzo, operando una vera e propria pulizia etnica, obbligando gli italiani ad abbandonare la zona e sterminando coloro che decidevano di opporsi a tale violenza. Il massacro delle foibe cessò solo a partire dal 10 febbraio 1947, quando la Jugoslavia ottenne le province di Fiume, Zara, Pola e di altri territori grazie al trattato di Parigi. L’Italia riuscì ad assumere pienamente il controllo di Trieste solo nell’ottobre 1954, vedendosi obbligata a lasciare l’Istria nelle mani della Jugoslavia.

Secondo le recenti stime, le vittime dell’eccidio delle Foibe furono tra le cinquemila e le diecimila: un dato di certo molto vago, frutto del silenzio che per decenni ha circondato il ricordo di tale massacro. Ad essere uccisi non furono solo fascisti e avversari politici, ma anche e soprattutto civili, donne, bambini, persone anziane e tutti coloro che decisero di opporsi alla violenza dei partigiani titini. Le zone colpite furono quelle del Venezia-Giulia e dell’Istria, in cui ad oggi sono state trovate più di 1700 foibe. Il 10 febbraio del 2005 il Parlamento italiano ha deciso di dedicare la giornata alle vittime delle foibe, denominandola “Giorno del Ricordo”.

La commemorazione delle foibe non dovrebbe essere solo un atto di memoria, ma anche un monito contro l’oblio e l’intolleranza. Preservare nella nostra memoria il dolore e l’ingiustizia delle foibe non è solo un compito scolastico, ma un impegno civile.

Alessandro Bellinvia, Federico Bonaceto e Josy Cicciari

Classe III D – SCUOLA MEDIA D’ALCONTRES, BARCELLONA P.G. (ME)

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