24liveSchool, no alla violenza sulle donne

- 24live School
SIGMA-MARILU-1 24liveSchool, no alla violenza sulle donne
Main sponsor di 24live School

L’undici Novembre, apparentemente un giorno come tanti, non lo è stato per Giulia Cecchettin, una ragazza veneta di ventidue anni,  che proprio in quel giorno ha perso la vita. Giulia è morta, ma non è stata l’unica. Ebbene si, Giulia è stata una delle 106 ragazze e donne che solo nel 2023 in Italia hanno subito violenza per poi morire per mano di  un uomo. Ma gli assassini non erano tutti mostri, perché come nel caso di Giulia il suo ex fidanzato era un “bravo ragazzo”, che però in un secondo ha fatto emergere il mostro che aveva nascosto negli abissi dentro di sé, distruggendo la vita e ogni sogno di questa giovane ragazza.

Quello di Giulia purtroppo è solo uno degli ultimi nomi che si è aggiunto a un lungo elenco di nomi di vittime, perché se andiamo indietro nel tempo possiamo parlare delle tre sorelle Mirabal; Minerva, Maria Teresa e Patria che vennero sequestrate, torturate e uccise, solo perché si ribellarono alla politica dittatoriale di Rafael Leónidas Trujillo. L’accaduto risvegliò la Repubblica Dominicana così tanto che gli abitanti si indignarono e trovarono il coraggio di ribellarsi e uccidere il dittatore. L’esempio delle sorelle Mirabal aveva scosso le coscienze e sconfitto la prepotenza di quel dittatore che si sentiva sfidato dalla determinazione delle tre donne. Da allora le sorelle Mirabal sono diventate uno dei simboli della resistenza femminile in America latina e nel resto del mondo. Nel 1999 l’ONU ha istituito la  Giornata Internazionale per dire NO alla violenza sulle donne che viene celebrata ogni anno il 25 Novembre.

24LIVE-EVIDENZA-24live-school-capuana-25-novembre12-1024x576 24liveSchool, no alla violenza sulle donne

Altro simbolo della lotta per i diritti delle donne, sono le scarpe rosse nate nel 2009 da un’idea dall’artista messicana Elina Chauvet per denunciare gli abusi sulle donne e il femminicidio. Il termine femminicidio non è usato per indicare l’uccisione di una donna per un qualunque motivo ma è un termine che  viene usato quando viene uccisa una donna perché si è permessa di lasciare un uomo che non riesce ad elaborare in modo normale ed equilibrato la separazione, in quanto ritiene che lei sia, in qualche modo, non un soggetto dotato di libertà di scelta, ma oggetto di sua esclusivo possesso. Secondo me la violenza contro le donne, oltre ad essere un atto privo di ogni dignità, è un problema sociale molto presente e ancora attuale, nonostante l’evoluzione della nostra società. Io personalmente spero con tutto il cuore che non si debba più sentire che una donna abbia perso la vita per mano di un uomo perché la donna non è un oggetto e non è di proprietà di nessuno, ha un cuore, un cervello e dei sentimenti e deve essere rispettata come la creatura meravigliosa che è, capace di  donare la vita e che si spende per il bene della società in cui vive. Per questo motivo è importante dire No alla violenza!

Arbaoui Bassma

Classe 3 A  “ A.Martino” Rodì Milici

I.C. Capuana

.
.