Il testo delle conclusioni della Commissione antimafia sulla morte dell’urologo barcellonese Attilio Manca: “E’ stato un omicidio”

- Cronaca

Le conclusioni

L’ attività svolta da questa Commissione ha consentito di approfondire la vicenda concernente la morte del medico Attilio Manca e di ricostruirla attraverso l’analisi e l’individuazione di ulteriori elementi tra i quali assumono particolare rilievo le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia. Si tratta di dichiarazioni rese da soggetti che sono stati ritenuti credibili da parte delle diverse autorità giudiziarie che se ne sono occupati e che non risulta che siano stati mai neppure indagati per i reati di calunnia e di false dichiarazioni al P.M. Proprio quanto riferito dai collaboratori costituisce il dato di maggior rilievo che sostiene l’ipotesi che Attilio Manca non sia stato vittima di un atto autolesivo, ma di un omicidio”.

Tra gli elementi raccolti ci sono la copiosa quantità di sangue trovata sulla scena del delitto, i segni delle punture di eroina rinvenute nel braccio sinistro, incompatibili con il mancinismo puro del Manca e con la sua pessima abilità con la mano destra, le siringhe trovate perfettamente chiuse, con il tappo di protezione, l’assenza di propositi suicidari in capo al Manca, l’assenza di materiale perla preparazione dell’eroina e del laccio emostatico per l’iniezione endovena, l’assenza di pantaloni e di biancheria intima sul corpo della vittima, nonostante il mese invernale, la totale assenza di impronte su una delle siringhe usate per iniettare l’eroina e il microscopico frammento, non utilizzabile per comparazioni dattiloscopiche, ritrovato sulla seconda, oltre alla la convinta esclusione, da parte di tutti icolleghi, superiori e amici romani e viterbesi di Attilio Manca, dellapossibilità che il giovane medico facesse uso di droghe.

A fronte degli elementi raccolti “appare incongruo giungere ad una conclusione diversa da quella secondo cui Attilio Manca sia stato ucciso, unica ipotesi ragionevole e priva di contraddizioni con i dati obiettivi delle modalità della morte del Manca, le informazioni fornite dai collaboratori di giustizia, gli elementi raccolti sui contatti fra la latitanza di Provenzano e il territorio di Barcellona Pozzo di Gotto e della provincia di Messina e, infine, le considerevoli opacità su aspetti rilevantissimi riguar­danti le cure sanitarie in favore del latitante corleonese”.

Alla luce dei fatti emersi durante l’inchiesta e della rilevata incom­patibilità logica e fattuale delle circostanze sopra evidenziate con le ipotesi del suicidio o di una morte per overdose accidentale da volontaria assun­zione di eroina, questa Commissione ritiene che la morte di Attilio Manca sia imputabile ad un omicidio di mafia e che l’associazione mafiosa che ne ha preso parte (non è chiaro se nel ruolo di mandante o organizzatrice o esecutrice) sia da individuarsi in quella facente capo alla famiglia di Barcellona Pozzo di Gotto”.

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