Barcellona, non si placa la polemica sulle indennità: nonostante il chiarimento dell’Anci, otto consiglieri ne chiedono la revoca

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La determinazione n. 787 del 23.12.2022, con cui è stata applicata l’aumento delle indennità di carica agli amministratori locali, continua ad essere al centro del dibattito politico.

A placare le contestazioni dei gruppi d’opposizione non è bastato l’intervento dell’Anci Sicilia, che aveva chiarito le ragioni di questa procedura, che pone a carico dei bilanci comunali la copertura di tali aumenti, a differenza di quanto avviene nelle regioni a statuto ordinario, dove le risorse vengono garantite dallo Stato.

La posizione dell’Anci Sicilia

“A partire da gennaio 2022 – hanno affermano Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano, presidente e segretario generale dell’ANCI Sicilia – l’incremento di tali indennità, previsto dalla Finanziaria varata dal Governo Draghi, è stato applicato uniformemente e pacificamente in tutti i comuni delle regioni a statuto ordinario, mentre in Sicilia nell’esercizio di competenza esclusiva in materia, una norma regionale ha recepito tale previsione senza dotare i Comuni delle relative risorse finanziarie. La differenza fra quanto varato a livello nazionale e quanto invece stabilito in Sicilia sta nel fatto che, nel primo caso, i maggiori esborsi sono coerentemente finanziati dallo Stato con un fondo specifico, mentre la Regione Siciliana ha recepito la norma senza prevedere la corrispondente copertura finanziaria. Si contraddice, così, il principio generale in base al quale il riconoscimento uniforme della dignità istituzionale coincide con l’uniforme adeguamento delle indennità . Mentre in Calabria e in tutte le altre regioni d’Italia non sussiste alcuna differenza tra i comuni in crisi finanziaria e tutti gli altri, in Sicilia qualcuno ritiene che la formulazione della norma regionale di recepimento possa legittimare dei distinguo non fondati in base alla vigente normativa.. Si rischia di affermare un paradosso che vìola il principio di eguaglianza e che porta a riconoscere dignità istituzionale ad alcuni piuttosto che ad altri. Si trasferisce in tal modo sui sindaci, già gravati da responsabilità di ogni tipo, incomparabili  con quelle di ogni altro titolare di cariche istituzionali, un ulteriore ed inaccettabile elemento di tensione sociale. Il governo nazionale e il governo regionale hanno e devono assumersi per intero la responsabilità di garantire anche a tutti i comuni dell’Isola le identiche condizioni già pacificamente affermate nel resto d’Italia. Questa vicenda rappresenta una ulteriore conferma di un quadro di mancata armonizzazione nei rapporti finanziari e normativi tra lo Stato, la Regione Siciliana e gli enti locali che si manifesta in numerosi altri ambiti e che delegittima la stessa speciale autonomia siciliana e trasforma la normalità in una faticosa conquista da raggiungere”. 

La richiesta di otto consiglieri comunali di Barcellona per la revoca degli aumenti

Dopo aver sollevato la questione sulla pagine della stampa locale, otto consiglieri comunali Giuseppe Abbate, David Bongiovanni, Raffaella Campo, Antonio Mamì, Angelita Pino, Melangela Scolaro, Gabriele Sidoti, Ilenia Torre, hanno chiesto con una mozione la revoca degli aumenti delle indennità degli amministratori di Barcellona Pozzo di Gotto.

Nella mozione si ricorda che “l’incremento delle indennità per gli Amministratori delle Regioni a Statuto  ordinario è finanziato con apposito fondo statale. E’ difatti prevista, a titolo di contributo, una compensazione a carico delle Stato a partire dal 2022 idonea a  ristorare i Comuni degli oneri conseguenti, laddove invece gli incrementi delle indennità degli amministratori locali della Regione Sicilia gravano sui bilanci degli Enti stessi; l’incremento delle indennità degli amministratori locali della Regione Sicilia è meramente facoltativo, essendo demandato dalla stessa legge regionale ad una scelta discrezionale degli amministratori stessi; pertanto, le somme da impegnare a copertura dell’aumento delle indennità non possono considerarsi  obbligatorie per legge (…); che la grave situazione finanziaria dell’ente certificata dall’adozione del piano di riequilibrio e dal parere reso dal Collegio dei  revisori dei conti in ordine al bilancio previsionale triennale 2022/2024, unitamente alla crisi che il nostro territorio sta indiscutibilmente  attraversando, rende inopportuno l’incremento delle indennità di funzione, peraltro con efficacia retroattiva  e con oneri a carico del bilancio“. Gli otto consiglieri hanno così chiesto l’impegno del Sindaco e della Giunta “a predisporre quanto sia necessario al fine di revocare la determina n. 787 del 23.12.2022,  non aumentando  le indennità di funzione“.