Assistenza territoriale, priorità per i pazienti con scompenso

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8° Incontro Nazionale AISC: pazienti collaborano alla diminuzione dei ricoveri non necessari

Con migliore aderenza al trattamento diminuzione del 60% dei casi e un aumento di 8 anni nell’aspettativa di vita. 

La collaborazione dei pazienti è cruciale per una gestione ottimale della patologia. “Nessuno più del paziente conosce le proprie esigenze e sappiamo che i pazienti che hanno voce in capitolo e partecipano alle scelte che li riguardano, convivono meglio con la patologia” sottolinea il professor Salvatore di Somma, direttore del Comitato Scientifico di AISC annunciando l’8° Incontro Nazionale AISC che si terrà a Taormina il prossimo 7 ottobre, presso l’Hotel Villa Diodoro e realizzato con il contributo non condizionante di Novartis, Boston Scientific e Roche.

“Una collaborazione con il paziente che sta anche nell’accettazione delle nuove modalità di visita e controllo, sino alla riabilitazione. Il modello di assistenza territoriale del futuro passa anche attraverso la telemedicina e la teleassistenza che permette di intervenire tempestivamente, evitare ricoveri impropri, avere un contatto costante con i sanitari” prosegue Di Somma.

Il ‘Paradosso dello Scompenso’ é quello che, a fronte di notevoli miglioramenti nella prognosi delle singole condizioni cardiache (cardiopatia ischemica, ipertensione arteriosa, cardiopatie valvolari e congenite etc..) vede una crescente prevalenza di scompenso cardiaco. Ma l’applicazione di nuove Linee Guida e l’introduzione di nuovi farmaci e devices potrebbe finalmente aiutare il paziente con scompenso cardiaco a migliorare la sua prognosi. Infatti la aspettativa di vita per tali pazienti a 5 anni è peggiore di alcune forme di cancro. 

“L’applicazione del PNRR potrà delineare un nuovo modello di assistenza domiciliare, territoriale e ospedaliera grazie all’implementazione delle nuove tecnologie di teleassistenza e telemedicina come risorse che integrano e non sostituiscono il rapporto con il medico curante e il team multidisciplinare” sottolinea il prof. Di Somma.

È in questo quadro che si inseriscono le nuove Linee Guida che rappresentano, oltre ad un cambiamento di approccio alla gestione del paziente con scompenso, una presa in carico del paziente sin dal momento della diagnosi, con l’implementazione di tutte le categorie di farmaci raccomandati nel più breve tempo possibile e una personalizzazione della terapia. Con l’intento lavorare insieme per la prevenzione dello scompenso cardiaco con campagne di sensibilizzazione sui maggiori fattori di rischio come l’ipertensione arteriosa, il diabete, il fumo, l’ipercolesterolemia, l’obesità e la sedentarietà.

Nella stessa direzione è orientata l’indicazione a creare dei modelli multidisciplinari e multidimensionali di gestione e presa in carico a lungo termine dei pazienti con SC che tengano conto delle singole realtà locali e delle necessità del paziente nelle diverse fasi della malattia allo scopo di ridurre le frequenti ospedalizzazioni e la mortalità conseguente. In un recente articolo apparso su The Lancet, infatti, è stato sottolineato come con una corretta applicazione delle terapie modificanti si potrebbe avere una diminuzione del 60% dei casi e un aumento di 8 anni nell’aspettativa di vita. Per i pazienti con Scompenso cardiaco il punto chiave è proprio l’aderenza ai trattamenti e lo stretto monitoraggio.

Ampio spazio sarà dedicato anche alla tele riabilitazione cardiologica che permette di effettuare tutti gli esercizi normalmente previsti in caso di riabilitazione cardiaca in centri collegati a distanza con il cardiologo, con la possibilità di effettuare la registrazione dell’elettrocardiogramma, grazie ad apparecchiature con collegamenti wireless. Il futuro? Un ospedale e una corsia sempre più ‘virtuali’ per l’assistenza di base anche allo scopo di limitare spostamenti e colmare divari territoriali.