Barcellona: sedicente agente immobiliare si accaparra un immobile, condannato per truffa

- Cronaca, In evidenza

Un sedicente agente immobiliare, G.L.S., 46 anni, ha truffato un uomo, ottenendo – tramite un contratto di datio in solutum – la proprietà di un immobile sito a Rodì Milici, a fronte di presunte e poi appurate inesistenti spese di ristrutturazioni.

I fatti

L’imputato ha fatto credere alla persona offesa di essere interessato esclusivamente a stipulare un
contratto di locazione/comodato del fabbricato, offrendosi per seguire tutta la pratica relativa alla stipula del contratto e suggerendo alla persona offesa di non parlare con il notaio in sede di stipula, minacciando che altrimenti il Pubblico Ufficiale avrebbe impedito la conclusione della pratica. Ha ingannato poi la persona offesa, facendogli credere che il contratto che doveva sottoscrivere aveva ad oggetto la locazione del primo piano del fabbricato, quando in realtà si trattava della compravendita del predetto fabbricato e di un terreno limitrofo nonché di una datio in solutum; ha poi dichiarato falsamente in sede di stipula di avere maturato un credito di 120.000 euro con la persona offesa per lavori edili eseguiti nel predetto fabbricato (in realtà mai realizzati) e nel produrre in tale sede una fattura falsa relativi a tali lavori.

La persona offesa, seppur di semplice estrazione, si è resa conto dell’accaduto e ha chiesto spiegazioni al finto agente immobiliare che, ha rassicurato la vittima della truffa, dichiarando che vi era stato un errore e che si sarebbe attivato tempestivamente per restituirgli gli immobili, contattando avvocati e commercialisti per capire come fare. Il tutto, con l’aggravante di avere approfittato di circostanze di tempo, di luogo e di persona tali da ostacolare la privata difesa e, precisamente, di avere approfittato delle condizioni socio- culturali in cui versava la persona offesa (soggetto semianalfabeta), truffata in definitiva per una somma pari a circa 500.000 euro. I fatti risalgono al 2015.

Il procedimento

Resosi conto dell’accaduto, la vittima ha iniziato a registrare le conversazioni con il sedicente agente immobiliare fino a sporgere denuncia presso il Comando dei Carabinieri di Barcellona Pozzo di Gotto. Ne è nata un’attività di indagine che ha accertato e dimostrato la fallace condotta del G.L.S.. Per difendersi, il truffatore ha prodotto dei documenti falsi e portato in udienza alcuni testimoni che sono rimasti sul vago, parlando dei fatti, mostrandosi totalmente inaffidabili.

Il giudizio

Il Tribunale di Barcellona P.G., la dott.ssa Silvia Maria Spina, ha quindi emesso sentenza di condanna nei confronti dell’imputato, condannandolo alla pena di anni 3 e mesi 8 di reclusione, al pagamento della multa di 1200 euro, oltre al pagamento delle spese processuali e ha trasmetto alla Procura della Repubblica gli atti contenenti le false testimonianze delle persone chiamate a testimoniare, compreso il notaio redigente l’atto.

A tutela della persona offesa, già in fase di indagini preliminari, era stato disposto il sequestro preventivo dell’immobile e la richiesta del PM per una condanna pari ad anni 2 di reclusione è stata disattesa dal giudice che ha disposto come descritto.

Il collegio difensivo è stato composto dagli avvocati Alessandro Cattafi e Pinuccio Calabrò per l’imputato, l’avvocato Sebastiano Campanella per la persona offesa.