Presentato a Milazzo, “Il Faro” di Francesca Roveri

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Un piccolo ‘Bignami’ dedicato al turismo ed edito Lombardo Edizioni è stato presentato la scorsa domenica a Capo Milazzo, presso “Gigliopoli, la Città dei bambini spensierati” che si erge sui terreni della Fondazione Barone “G. Lucifero” di San Nicolò

La scorsa domenica 19 giugno, a Capo Milazzo è stato presentato Il Faro – Viaggio gastronomico in terra siciliana” di Francesca Roveri, edito Lombardo Edizioni.

Una bucolica atmosfera ha accolto gli ospiti, tra cui anche il manager turistico Gianni Gambuzza e l’esperto gelatiere Rosario Leone D’Angelo, oltre all’autrice, all’editore e alla giornalista Cristina Saja, regalando un incontro piacevole e prezioso al tempo stesso.

A definirlo “un piccolo Bignami del turismo” è stato proprio l’editore Antonio Lombardo che ha deciso di pubblicarlo proprio perchè “è un accessorio indispensabile per il viaggiatore“. Una raccolta di dieci storie accompagnate da 10 ricette raccontano il viaggio biografico di Francesca Roveri, la quale – per generosità, gentilezza e garbo – ha voluto e desiderato fortemente che si realizzasse un progetto utile per tutti.

La prima impressione di una ragazza di Varese in Sicilia, alla scoperta delle origini e della terra dei nonni, alla ricerca di cosa la rendeva così nostalgica e preziosa l’ha rapita e trattenuta in terra sicula da allora. Bellezza paesaggistica, prezioso atteggiamento umano e ricchezza culinaria: tre ingredienti individuati dall’autrice come i cardini su cui si erge la “sicilianità”.

Un climax ascendente di emozioni in cui l’autrice conduce e accompagna il lettore nel suo viaggio in provincia di Messina, con la semplicità che la rappresenta. Non soltanto il punto di vista dell’autrice, ma soprattutto quello del viaggiatore, di chi ha fame di scoperta, di chi è curioso di sapere perché questa terra – la Sicilia – crea dipendenza e la Roveri, senza pensarci troppo, individua: la bellezza, la storia e la cucina come i tre principali cardini che reggono un’intera cultura e le più remote tradizioni siciliane. Dal “petrosino” al “tinta” per descrivere una persona non buona e individuare in questa qualità tutt’altro che la tinta dei capelli, alla “cunzatina del letto”, sino ai “cannizzi” e ai “bisoli”, ciò che colpisce all’interno del libro è che l’autrice scopre insieme al lettore che no, non è onnisciente o meglio lo è soltanto per il viaggio di scoperta e non per la scoperta. Tutto ciò che scopre, lo scopre insieme al lettore, fornendo una chiave di lettura unica e facilitata che permette, appunto, al turista o allo straniero – semplicemente al non-siciliano – di avere, proprio “un faro” che illumina e guida nell’avventura alla scoperta di quella Sicilia che, alla fine è la più vera.

Un’altra caratteristica colpisce di questo minuscolo libricino è che non contiene solo racconti ed esperienze, ma anche un grande tesoro per i siciliani: le ricette. A dispetto del siciliano tipo, “muccialoro e diffidente” che si guarderebbe bene dal diffondere le sue ricette, tranne che – gradasso – non aggiunga l’espressione “tanto ‘nun ti veni o’stissu”, Franesca fa un ulteriore passo e si mostra “utile”, crea un facilitatore del viaggio, una guida non ingombrante per il viaggiatore, la persona fidata che può accompagnarti dentro la vera Sicilia, senza farti correre alcun rischio.

Francesca Roveri ama il mare, la Sicilia e i siciliani. A riprova di questo, parte dei proventi ricavati dalle vendite del libro andranno destinate al MUMA – Museo del Mare di Milazzo divenuto punto di ritrovo e riferimento turistico.

L’incontro si è concluso con gli interventi di Gianni Gambuzza e Rosario Leona D’Angelo, il quale ha spiegato come fare e come mangiare la granita, condividendo persino l’originale ricetta.