Non adotterò il simbolo della bandiera ucraina, sono dalla parte della Pace senza vessilli

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Non adotterò il simbolo della bandiera ucraina. Rispetto quel popolo, ma gli errori gravissimi che hanno portato a questa guerra assurda vanno troppo oltre un semplice schieramento di campo. Sono mire e decisioni dei poteri forti, che stanno seminando lutto e angoscia. Mire che gli stessi popoli in causa forse non misurano abbastanza, storditi e deviati verso l’odio da chi li comanda. Se ci fosse, adotterei la bandiera dei tanti morti, dei civili affamati e novelli profughi, dei soldati gettati da sinistre potenze in una guerra che, spesso, non vogliono; in un inferno di pene e pericoli, che li segneranno per sempre. Sono dalla parte di chi muore, soffre, solo,di fronte alla ferocia di chi vuol fare la Storia a modo suo. E la farà, banchettando poi al tavolo della nuova pace, che è però solo una tregua armata. Sempre che si arrivi ad una tregua simile, prima di usare armi senza ritorno. Non sono dalla parte di una bandiera, con le sue significazioni fasulle, in un contesto di odio incrociato, ingigantito e manipolato dalla guerra di informazione, che ha bisogno di divisioni manichee, per dare fiato alla propaganda. Il lutto si addice a questo momento scellerato. Sono dalla parte di chi piange, di chi ragiona, di chi rifiuta le armi. Dalla parte dell’unica Vittoria senza vessilli divisivi: dalla parte della Pace.