I giudici della Corte d’Appello di Messina, il presidente Dott. Blatti, il consigliere Relatore Dott.ssa Cannizzaro ed il consigliere Dott. Sagone, hanno assolto l’imprenditore barcellonese Immacolato Bonina dall’accusa di estorsione ai danni di 6 lavoratori dipendenti di SBM srl all’epoca dei fatti titolare dell’IPERSIGMA, nella sede di Messina Tremestieri. L’imputato, difeso dagli avvocati Francesco Chillemi e Antoniele Imbesi, in primo grado era stato condannato ad una pena di cinque anni e tre mesi di reclusione ed euro 2.500,00 di multa, oltre le sanzioni accessorie ed il risarcimento del danno ad uno dei lavoratori costituitosi parte civile, previo il riconoscimento di una provvisionale di € 5.000,00. .
L’imprenditore, secondo l’accusa, avrebbe costretto alcuni dipendenti a sottoscrivere una busta paga con l’importo regolare previsto dal contratto di solidarietà, accettando il pagamento solo di una parte dello stipendio, sotto la minaccia del licenziamento. I magistrati messinesi, pur essendo maturati i termini per la prescrizione, sono entrati nel merito della vicenda processuale, assolvendo Immacolato Bonina.
La Corte di Appello esaminando nel merito la questione ha ritenuto inesistente il reato valutando non credibile il narrato della parte civile, che aveva peraltro avviato azione in sede lavoristica definita con esito negativo e quindi ritenendo la medesima animata da motivi di risentimento, e soprattutto evidenziando come dall’esame delle stesse buste paga prodotte dal PM in primo grado emergesse l’esatta coincidenza tra quanto corrisposto al lavoratore e quanto indicato nelle buste paga: ergo il reato è oggettivamente inesistente. Nell’assolvere l’imputato Bonina la Corte di Appello di Messina ha revocato tutte le statuizioni civilistiche emesse in favore della parte civile. In difetto di costituzione di parte civile da parte degli altri 5 lavoratori indicati come persone offese, la Corte di Appello di Messina, non affrontando il merito, ha comunque dichiarato la prescrizione del reato.
Il procedimento definito in Corte d’Appello si inquadra in un’inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza, finalizzata a chiarire i rapporti tra dipendenti e datore di lavoro, dopo la sottoscrizione dei cosiddetti contratti di solidarietà.
