Caos Fondazione Lucifero: quando gli adulti, gli interessi e i sotterfugi nascondono i sogni dei bambini

- Cronaca, Provincia

“Bisogna sempre spiegarle le cose ai grandi”. Aveva ragione Antoine de Saint-Exupery, è proprio il caso di dirlo.

Sul cielo di “Gigliopoli, la Città dei bambini” si è imbattuto il peggiore dei cicloni. La terribile constatazione, però, è che non si tratta della prima volta.

Il fiore all’occhiello del territorio mamertino nasce dalla sinergia tra un’IPAB – la Fondazione Barone Lucifero – e un’Associazione – l’Associazione “Il Giglio”. Gli scorsi giorni, purtroppo, sono stati teatro di dimissioni e di incomprensioni. A dimettersi per primo, il rappresentante della Legge, l’avv. Vincenzo Ciraolo che ricopriva la carica di Presidente all’interno del CdA della Fondazione Lucifero. A seguirlo, il rappresentante della Chiesa, Francesco Iannucci che ricopriva la carica di consigliere.

Dopo soli 4 mesi di carica, il Presidente Ciraolo è riuscito a prendere una decisione “sofferta, ma consapevole“, scaturita da una “serie di circostanze che lasciano intendere – si legge nella lettera di dimissioni – inequivocabilmente l’inanità dell’impegno sino ad oggi profuso ai fini del raggiungimento dei nobili fini statutari, voluti dalla Baronessa Maria Lucifero”. Una convinzione, quella di Ciraolo, “rafforzata dalle continue richieste di chiarimenti e/o interventi su questioni datate nel tempo (non risolte da chi ha preceduto) ma con modalità che lasciavano intendere una responsabilità omissiva o una posizione precostituita del sottoscritto”. All’interno di un CdA, però, anche le decisioni del Presidente valgono un quinto della sua interezza.

La spada di Damocle, però, colpisce sempre l’anello debole di una realtà che, in tal caso, è il progetto Gigliopoli, lo stesso che da circa 20 anni esplica le volontà dell’ultima dei Lucifero e balza agli onori della cronaca come fiore all’occhiello di tutto il territorio siciliano e, alcune volte, anche di quello nazionale.

“Inaspettata ed immotivata“- è stata definita la lettera del Presidente Ciraolo dai componenti del CdA riunitisi poco dopo in seduta straordinaria, in assenza di Francesco Iannucci che, nel frattempo, ha condiviso la decisione del Presidente, seguendo le sue orme.

Iannucci ha ricoperto la carica di consigliere CdA per 7 anni, un tempo a cui lui ha dedicato il suo impegno e la sua dedizione “in un clima senz’altro sereno e collaborativo, creato con le diverse componenti, sempre e soltanto per il bene e l’interesse della Fondazione e dei fini statutari dalla stessa previsti, portando avanti diverse attività e progetti, curando la tutela e la valorizzazione del patrimonio esistente, considerato una risorsa per il territorio, perseguendo il risanamento economico dello stesso Ente Morale”.

Parole che pesano, quelle di Iannucci, nominato dalla Curia per ricoprire il suo ruolo; parole che descrivono una situazione alla luce di una memoria storica lunga 7 anni e non mancando di puntualizzare che con il Presidente Ciraolo si erano create “intese e sinergie positive”.

Le stesse che lo scorso 19 luglio hanno portato a Gigliopoli tutte le componenti della Legalità del territorio in un piacevole incontro per commemorare la Strage di Via d’Amelio, durante il quale i tre componenti, gli unici ancora in carica – Gioacchino Puglisi, Delfina Guidaldi e Franco Scicolone – erano assenti, perdendosi una preziosa occasione di crescita e conoscenza.

Le reazioni sono adesso molteplici. Se da una parte, le forti pressioni di cui parlano i due dimissionari erano avvenute in tutti i modi possibili e tra questi anche tramite polveroni sollevati tramite social media, adesso gli stessi strumenti stanno dando adito a ciò che la Città dei bambini spensierati rappresenta e ha rappresentato per tutti coloro che sono passati e si sono emozionati in quel lembo di terra che fa accadere miracoli e costruisce futuro, lì dove il buio di alcune vite sembra non trovare soluzione.

Non solo le dame e i cavalieri di Gigliopoli, non solo cioè gli ex bambini di Gigliopoli, ma anche la maggior parte di coloro che lì sono stati volontari si rammaricano della situazione e chi invece ha scelto – per tutta o per un periodo della propria vita – di sposare quel progetto e di farlo interamente e totalmente con la sua vita stessa, cerca di capire quale equilibrio si è rotto.

E poi ci sono anche ex consiglieri del CdA, come Giuseppe Falliti che puntualizza: “Corsi e ricorsi, non è mai successo che il CDA della Fondazione Lucifero arrivasse a completare serenamente un intero mandato. Ed il più delle volte le dimissioni di qualcuno dei componenti coincidevano con il subentro di nuovi organi politici. Stavolta è tutto più grave, a dare le dimissioni sono il rappresentante della Legge ed il rappresentante della Chiesa! Le motivazioni sono assordanti ma vige intorno ad esse un’ancor più assordante strategia dell’indifferenza quasi a voler sminuire i forti messaggi dei due dimissionari. Se i due rappresentanti di poteri forti hanno ceduto a “pressioni”, queste pressioni non possono che essere politiche, economiche o mafiose“.

Una lunga riflessione, quella di Falliti, che conclude: “Occorre che si organizzi un ‘Open day’ controllato e tutorato per far conoscere a tutti le bellezze di Capo Milazzo. Ed occorre che la Regione Sicilia tiri fuori dai cassetti la proposta di Riserva Naturale di modo che l’Antimafia possa chiarire chi e perché vuol mettere le grinfie sul bene di tutti noi Cittadini”.

Fa da eco, poi, anche il Movimento Fare Milazzo che in un post dichiara quanto segue:

Fondazione Lucifero nel caos. BASTA!!!La Fondazione svolge una funzione importante per la collettività ed è giusto garantirne la tranquillità operativa, soprattutto se minata da voglia di ‘scardinare a tutti i costi’, ed in un momento incerto di suo dove garantire l’ordinario è già difficile. 5 anni di nulla ed oggi l’ennesimo urlo di denuncia. Basta, Signor Sindaco, ti preghiamo di intervenire, è palese che vi sia una situazione davvero ‘precaria’ nelle figure nominate dai vari organi. Sembrano evidenti preconcetti e volontà ben precise sin dalla nomina di questo o quel consigliere al fine di ….. non lo sappiamo e non lo capiamo, di sicuro non di FARE ma di non far fare o, ancor peggio, far fare chissà cosa e chissà a chi. È palese che non vi sia un progetto alternativo, non ne abbiamo mai sentito parlare, e le motivazioni addotte dall’Avvocato Ciraolo, che aveva dato nuovi e positivi impulsi con il primo evento organizzato, lasciano spazio a profonde perplessità e timori. Sindaco, ti chiediamo di intervenire con la Regione per l’azzeramento del CDA, e veloci nomine NUOVE, nella speranza che vada gente che possa sposarne LOGICA ed OBIETTIVI e soprattutto senza preconcetti o ancor peggio mandati. Confidiamo in te! P.S. …. dopo 7 anni anche il Consigliere Iannucci si è dimesso, la situazione è totalmente alla deriva ….“.

Non potranno – nè il Segretario, nè l’Associazione – fermare l’inarrestabile corsa verso il commissariamento dell’IPAB, con conseguenze non di poco conto anche e soprattutto per il progetto.

Chi esercita queste “pressioni” non ha mai visto o ha dimenticato come si accendono gli occhi dei bambini quando scorrazzano felici, giocando in mezzo alla natura. Non hanno mai visto i loro sorrisi quando ritrovano i loro amici durante l’estate. Non hanno mai visto un bambino salvarsi, soltanto perchè gli è stata offerta un’opportunità diversa da quella della strada. Non hanno mai visto i ragazzi del Servizio Civile innamorarsi di quel Progetto e lavorare il doppio, anche se non richiesto da nessuno e tornare da semplici volontari. Non hanno mai visto la felicità che genera l’accoglienza negli occhi dei ragazzi dello SPRAR. Non hanno mai assaggiato il sapore dei prodotti naturali, prodotti nell’orto made in Gigliopoli. Non hanno mai provato l’emozione di essere apprezzati e accolti anche dagli animali che abitano la fattoria didattica. Probabilmente è più facile esercitare pressioni che chiedersi come poter aiutare il progetto ad emergere e diventare modello di civiltà e cultura nel mondo. Probabilmente l’esercizio della libertà spaventa più del concetto di libertà o semplicemente si è inconsapevoli. Inconsapevoli del fatto che quella è davvero la Città dei bambini spensierati e che, tra i suoi cavalieri ci sono persone del calibro di Don Luigi Ciotti e di Franco Berrino, ma anche di moltissimi altri.

*foto di repertorio

 

 

 

 

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