Il Comune di Barcellona è con l’Anci Sicilia per cambiare le norme sul bilancio di previsione

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La giunta comunale di Barcellona ha approvato il modello di delibera predisposto dall’Anci Sicilia con cui si chiede “nelle sedi opportune per l’avvio di un confronto strutturato e duraturo tra Stato, Regione Siciliana ed Enti locali per affrontare le numerose criticità in parte evidenziate in tale atto deliberativo, non potendo risolvere in altro modo la perdurante impossibilità di approvare strumenti finanziari che non penalizzino i cittadini“.

“Premettiamo che a Barcellona non c è alcuna squadratura contabile di bilancio – chiarisce il sindaco Pinuccio Calabrò – e che tutti gli atti propedeutici alla finanziaria sono in corso di formazione che contiamo di approvare entro la nuova scadenza del 31 luglio. L’approvazione di questa delibera è un atto simbolico deciso nel consiglio regionale dell’Anci del 28 maggio scorso, presieduto da Leoluca orlando, che ha visto una grande partecipazione di comuni tra cui anche Barcellona. In quella sede sono stati evidenziati numerosi elementi che rendono impossibile per tanti enti locali la predisposizione del bilancio e le forti penalizzazioni conseguenti sulla spesa. Barcellona si unisce ai 390 comuni siciliani con un atto di solidarietà e protesta, formalizzato dalla amministrazione con un atto di giunta proposto da Anci per sollecitare il soccorso normativo dello Stato e gli sgravi sui vincoli in favore di tutti i comuni”.

La mobilitazione dell’Anci Sicilia punta a chiedere il superamento dell’attuale quadro normativo che vede sempre più Comuni dell’Isola in una condizione prolungata di crisi finanziaria (tra dissesto, “predissesto” e in condizioni strutturalmente deficitarie) o nell’impossibilità di approvare i Bilanci di previsione 2021/2023 in equilibrio economico-finanziario e tali da garantire livelli soddisfacenti di servizi in favore di cittadini e imprese. “Le nuove disposizioni in merito alla redazione del Bilanci di previsione, con l’aumento di fondi di dubbia esigibilità e l’istituzione dei fondi di garanzia dei debiti commerciali, insieme alla riduzione dei trasferimenti statali e regionale, bloccano di fatto l’iter di approvazione del documento contabile e senza un intervento legislativo oltre 850 Comuni italiani andranno in dissesto finanziario”.

L’Anci Sicilia ha chiesto al Governo nazionale e al Governo regionale l’avvio di un confronto strutturato e stabile con gli Enti locali per affrontare le numerose criticità che li caratterizzano, ma tali richieste sono state colpevolmente sottovalutate e disattese anche nell’ambito dei lavori della Conferenza Unificata.

“Crediamo che si sia abusato del senso di responsabilità degli Amministratori locali – continua il primo cittadino – e che sia arrivato il tempo di riassegnare al Bilancio di previsione la sua funzione di strumento di programmazione per pianificare investimenti, erogare servizi di qualità a Cittadini e imprese e garantire i Livelli Essenziali di Prestazione (LEP)”.

 

 

 

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