Decreto Covid, previsti 100 mln per risanare le baraccopoli di Messina

- Cronaca, Provincia

Da un paio di giorni balza agli onori della cronaca la città di Messina.

Al centro del dibattito il nuovo decreto Covid che prevede lo stanziamento di 100 milioni di euro per risanare e bonificare le aree in cui stagnano da più di un secolo le baraccopoli di Messina.

Le favelas siciliane in cui vivono ancora oggi 8mila persone sembrano, dunque, avere una data di scadenza. Un commissario straordinario avrà 3 anni per risanare 113 anni di indifferenza della politica italiana.

All’apice del fenomeno, com’è noto, il terribile terremoto del 1908 che produsse migliaia di sfollati. Una ferita urbana e sociale dimenticata, che ha dell’inverosimile.

Oggi, è possibile che generazioni dopo quelle del 1908 continuino a vivere nelle baraccopoli noncuranti di un progetto di vita dignitoso? Nelle baraccopoli ci sono gli eredi degli sfollati del 1908 o sono stati rimpiazzati da un’altra fetta di popolazione?

Interrogativi che sembrano non avere più ragione d’esistere per la promessa del Ministro Mara Carfagna che ha dichiarato: “Serviva un atto di coraggiosa discontinuità normativa ed economica: sono orgogliosa di dire che il governo lo ha compiuto”.

Il deputato Francesco D’Uva, dal canto suo ha commentato con un tweet: “Quello delle baracche a Messina è sempre stato tra i capitoli più tristi. Tutta Italia oggi però ci guarda con occhi di riscatto e speranza. Abbiamo le carte in regola per chiudere la questione, grazie a chi ci crede da sempre. L’impegno in Parlamento per il territorio continua”.

 

 

 

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