Il 90esimo anniversario della morte di Luigi Valli: il ricordo del salotto Picardi De Gregorio Valli

- Cultura, Attualità

Pubblichiamo l’annunciata seconda uscita a cura del professor Gino Trapani per il ricordo di Luigi Valli.

Si tratta dell’iniziativa ideata e realizzata dalla Pro Loco “A. Manganaro” e 24live per lo speciale dedicato 90esimo anniversario della morte di Luigi Valli.

La settimana scorsa, il professor Trapani si è soffermato su: Il dantismo di Luigi Valli e il segreto dei Fedeli d’amore.

Oggi, invece, indaghiamo su: Il salotto Picardi De Gregorio Valli

La famiglia

La famiglia Picardi era di origine messinese. Il padre Silvestro (uno dei benefattori della Società operaia di mutuo soccorso di Barcellona P. G., nella cui sala di lettura c’è un suo busto) aveva sposato la marchesa Giovanna De Gregorio, appartenente alla famiglia che aveva ricchi possedimenti nel barcellonese. Nella villa di via Umberto I° i tre figli – Angelica (sposa di Luigi Valli), Paola (sposa dell’architetto Carlo Broggi), e Vincenzo – ospitavano amici e intellettuali, soprattutto nel periodo estivo.

Vincenzo era impegnato culturalmente e fu condirettore della rivista “Rassegna contemporanea”, che a Roma tra l’altro pubblicò a puntate nel 1908 il romanzo di Luigi Pirandello “I vecchi e i giovani”. Insieme al cognato fu tra i fondatori del Partito Nazionalista di Corradini nel 1910. Interventista come Valli, partì volontario per la prima guerra mondiale e morì nel 1917, durante la disfatta di Caporetto. Nella villa dopo la morte di Vincenzo furono trasportati molti libri che i Picardi avevano nella casa di Roma in via delle Tre Madonne.

Oltre i volumi giuridici e scientifici del padre Silvestro, molti altri volumi in lingua francese testimoniano il bipolarismo Sicilia – Europa in cui si muoveva (come molte famiglie siciliane) anche la famiglia Picardi.

Le donne della famiglia

Luigi Valli

Le donne avevano un ruolo di primo piano nel salotto Picardi, dove si respirava un’aria di squisita raffinatezza. La nonna Angelica Lella nel 1887 regalò alla nipotina Angelica, futura moglie di Luigi Valli, un libro in francese, che oggi fa parte della biblioteca del Liceo classico. Angelica tradusse Seneca e le Confessioni di S. Agostino. Luigi Valli le dedicò la raccolta di poesie “Ritagli d’acciaio” e il volume dantesco “Il segreto della Croce e dell’Aquila”, riconoscendole pubblicamente il merito di aver contribuito, talvolta in maniera determinante, a svelare il linguaggio segreto di Dante.

Angelica curò la pubblicazione postuma dell’ultima opera del marito “La struttura morale dell’universo dantesco”.

Anche la marchesa Giovanna De Gregorio, che gestì il salotto Picardi anche dopo la morte prematura del marito, era donna  di grandi risorse umane e culturali. Aveva rapporti con intellettuali che le inviavano volumi con dediche autografe, che oggi sono custoditi nella biblioteca del Liceo Valli. Ciò testimonia il livello culturale superiore, di cui erano dotate le donne delle famiglie nobili siciliane tra la fine dell’ottocento e i primi decenni del novecento.

La villa e il salotto, bellezza e società

La villa era stata progettata dall’architetto Fleres e i Picardi durante la bell’époque vi solevano dare feste fastose in omaggio ad amici siciliani e romani, richiamati anche dalla vicinissima Castroreale Bagni (oggi Terme Vigliatore), dove operava la stazione climatica e termale tra le più importanti della Sicilia, frequentata da gente ricca e talvolta sofisticata, che soggiornava presso l’Hotel Bianchi. Questo nel primo dopoguerra divenne uno dei centri più effervescenti di incontro di futuristi siciliani ad opera di Guglielmo Jannelli, condirettore della “Balza futurista”, che ospitò più volte Filippo Tommaso Marinetti nel suo villino “Il Mamertino”.

Giuseppe Miligi affermò che Il salotto Picardi era frequentato dal giovane Lucio Piccolo, del quale sono note le preferenze verso l’occultismo e le scienze misteriosofiche, di cui era appassionato anche Luigi Valli.

La biblioteca Picardi veniva continuamente aggiornata. Nel secondo dopoguerra fu aperta al pubblico e ne fungeva da bibliotecario Alessandro Manganaro. Costituì per alcuni anni un punto di incontro di intellettuali barcellonesi, tra i quali Nino Pino Balotta e Bartolo Cattafi. I tre fratelli non ebbero figli. La villa con il grande giardino (che giungeva fino all’attuale Via del mare) fu venduta dall’architetto Carlo Broggi, marito di Paola, divenuto vedovo. Molti volumi della biblioteca sono andati dispersi. Una parte di essi è stata donata al Liceo Valli, alla biblioteca comunale e all’Ospedale Psichiatrico Giudiziario. 

 

 

 

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