Difendiamoci dal virus globale delle fake news

- Attualità, Discorsi sulla soglia

L’infodemia è il nuovo virus del Terzo Millennio, un virus che si è diffuso di pari passo al Covid 19 e che oggi rischia di diventare ancora più pericoloso della malattia stessa, risucchiandoci in un vortice senza fine di cui sarà difficile trovare una via d’uscita.

Il neologismo è stato coniato da David J. Rothkopf, il quale ne ha trattato in un articolo comparso nel quotidiano «Washington Post», When the Buzz Bites Back (11 maggio 2003). Il termine, però, è diventato più che mai di moda nel 2020, quando è stato usato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per metterci in guardia da un virus globale, dal quale nessun vaccino ci potrà mai tenere lontani se non il senso critico e la capacità di tacere quando è necessario. Il virus non si trasmette attraverso le vie aeree, ma tramite la rete Internet e i dispositivi che noi usiamo per collegarci. Per evitare la trasmissione non è necessario smettere di utilizzarli, ma basta farne un buon uso.

L’infodemia è la deformazione dei fatti  che spesso avviene quando una notizia viene data in pasto alla rete per rimbombare nella comunità globale, come in un enorme amplificatore, attraverso i commenti e le condivisioni  degli utenti dei social media.

L’infodemia è anche la circolazione di una quantità eccessiva di informazioni, talvolta non verificate con accuratezza, talvolta anche inventate, che rendono al lettore molto complicato orientarsi su un determinato argomento per la difficoltà di individuare fonti affidabili. Nella giungla delle fake news in questo ultimo anno sono state rilanciate in diretta le notizie più disparate, da quelle di un virus scaturito dal ventre di un pipistrello o di un serpente, o dai laboratori segreti di Whuan, dalle lobby del farmaco alla CIA di Trump alla dittatura sanità per instaurare un nuovo ordine mondiale fino a quelle odierne, che ci vedono “cavie ingenue” di vaccini sperimentali , i quali a breve o a lungo termine causeranno conseguenze devastanti sul nostro corpo.

Difficile districarsi in questa selva oscura, aspra e selvaggia di notizie anche per gli addetti ai lavori, tanto da rendere arduo pure  il lavoro dei giornalisti, la cui credibilità, a causa della pluralità di fonti di informazioni, alcune delle quali poco affidabili, è stata minata dalle fondamenta.

L’unico vaccino consigliabile contro questa pandemia è quello di smettere di improvvisarci cronisti o scienziati dell’ultima ora e di imparare a tacere su argomenti di cui poco o nulla conosciamo. Si tratta di una raccomandazione forse più importante di quelle del distanziamento, dell’uso della mascherina e dell’igienizzazione delle mani, senza la quale diventerà sempre più difficile vedere la luce in fondo al tunnel.

 

 

 

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