“Spinci” di San Giuseppe: ricetta e tradizione

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Sono tante le volte che abbiamo parlato di San Giuseppe, del papà e non è mai “una volta in più”, ma soltanto un altro modo di raccontare “i papà”.

Dalla storia alla tradizione sono tanti gli aspetti di questa festività molto sentita, soprattutto in Sicilia. Secondo la versione più accreditata, il nome delle Sfince di San Giuseppe deriva dal latino spongia, oppure dall’arabo isfanǧ, che hanno entrambi lo stesso significato di  “spugna”. Avrete sicuramente notato che suona molto simile a quello dello sfincione. Gli arabi infatti chiamano ancora oggi Sfang Isfang delle morbide frittelle condite con miele. Questi nomi hanno origine dalla particolare forma di questo dolce, che si presenta come una frittella morbida e dalla forma irregolare, proprio come una vera e propria spugna. L’impasto si gonfia raddoppiando il suo volume iniziale, divenendo soffice e alveolato al suo interno e spiegando così il nome.

Il tutto si ricollega sempre un po’ al significato religioso che si attribuisce a questa ricorrenza. Giuseppe è “L’amico di Dio”, il padre putativo di Gesù, lo sposo di Maria, l’uomo fedele che disobbedì alle leggi del suo tempo per accogliere e prendersi cura del figlio di Dio. San Giuseppe è l’umile carpentiere, l’uomo “giusto” e disponibile a compiere gioiosamente e fedelmente la volontà divina, obbediente alla parola di Dio, che ha consegnato la propria vita a un progetto che lo trascende, con l’accettazione del comando di prendere con sé Maria.

Una storia che affascina e ci riporta al caldo focolare domestico fatto di cose semplici e poche persone, le più importanti della nostra vita, le stesse con cui il tempo da condividere non basta mai.

Per festeggiare i nostri papà, mariti, figli o fratelli purchè siano “Giuseppe” o dei “Papà”, proponiamo la ricetta del nutrizionista Giuseppe Geraci che vi postiamo e vi trascriviamo di seguito.

INGREDIENTI

  • 500 g di semola fine
  • 350 g circa di acqua
  • 5-7 g circa di lievito di birra fresco
  • 1 pizzico di sale

PREPARAZIONE

In una scodella larga e alta, miscelare la farina di semola con il sale e poi unire l’acqua leggermente tiepida, dentro la quale avete già sciolto il lievito di birra.

L’impasto che dovete ottenere deve essere fluido, quasi da “sbattere” nella scodella. Fate lievitare, fino a raddoppiare, il volume dell’impasto coprendo la ciotola e mettendola in un luogo chiuso, non freddo, senza correnti d’aria.

Preparate una ciotola piena d’acqua nelle quale vi bagnerete le mani durante la formatura. In un tegame con i bordi alti, mettete almeno 3 dita di olio di girasole o altro olio di semi (per friggere), e portatelo a temperatura alta.

Prendete un pò di impasto usando soltanto le mani e stringetelo in un pugno facendolo uscire dalla parte superiore, a formare una pallina; bagnate l’altra mano nella ciotola d’acqua, prendete questa pallina e friggetela nel tegame, rigirandola con l’aiuto di mestolo forato.

Quando tutte saranno dorate, ponetele in una ciotola piena di zucchero semolato e cannella e rotolatele: in tal modo riusciremo a ricoprire per bene di zucchero i nostri “Spinci”. Infine, serviteli.

Io amo bagnarli nel vino cotto: uno sciroppo che preparo cuocendo il mosto di uva fino a ridurlo più della metà”.

Buon San Giuseppe

 

 

 

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