Parità di genere e comunità d’intenti. Cambio di paradigma per salvare il pianeta

- Discorsi sulla soglia

Crisi climatica, protezione dell’ambiente e svolta green sono temi attuali, che devono essere affrontati in maniera decisa, per evitare il rischio di un suicidio della specie umana.

Purtroppo non c’è la piena consapevolezza dello stato attuale della catastrofe ecologica; anche a livello locale, infatti, i concittadini contribuiscono al degrado ambientale, ad esempio tramite l’uso scorretto (e illecito) delle cosiddette isole ecologiche, nelle quali ogni giorno impunemente viene gettata la indifferenziata.

Responsabile del disastro ecologico del pianeta è il paradigma mentale imperante, che ha comportato – in balia della tecnocrazia dilagante e della finanza senza freni – i fallimenti della politica e dell’economia, che nell’ultimo anno sono stati aggravati dalla peste, diffusa in tutto il mondo.

Tali problemi non si possono risolvere mantenendo il tipo di pensiero, che ha dato vita alla anticultura dell’inquinamento del pianeta, alla misoginia e al maschilismo insensibile al miglioramento della condizione della donna.

Nonostante da più di un secolo i movimenti femministi contrastino questa mentalità, essa continua a prevalere sia nei rapporti interpersonali, sia nel lavoro e influisce anche a rendere marginali le candidature femminili nei processi selettivi (l’ultimo esempio è stato l’esiguo numero delle ministre nel governo Draghi).

La drammatica situazione attuale (sanitaria, economica e politica) può offrire l’occasione epocale per un “cambio del paradigma mentale”, in modo da consentire di ribaltare il ruolo delle donne e di metterle al centro dell’economia, della politica, della scienza, del sapere in generale e nella gestione dei finanziamenti in particolare.

Ad esempio tra le iniziative per il superamento del Coronavirus e per la ricostruzione post Covid è auspicabile che si crei una task force, in cui ci sia una ampia componente femminile (il Recovery Plan si potrebbe ribattezzare Shecovery).

Ma la scommessa continuerà ad essere persa, se non si realizzerà una comunione di pensieri e di intenti, soprattutto a livello europeo, in modo che si crei una diversa dinamica di operatività tra individui e tra paesi lontani, tra scienza e arte, in termini cosmico-geologici, tenendo presente che si sta giocando la sopravvivenza del pianeta.

Le istituzioni politiche devono sostenere la carriera di tante donne competenti e promuoverne l’attività di leadership, in modo che le migliori vengano nominate ai vertici anche nel campo economico e finanziario.

L’obiettivo di tale percorso deve condurre alla effettiva parità di genere, per ottenere la quale serve che gli uomini si diano da fare per favorire la crescita professionale delle donne. E’ ormai accertato che la loro presenza può e deve essere un valore aggiunto e un volano di crescita. Investendo sulle donne alcuni colossi industriali come Microsoft e Google hanno ottenuto risultati positivi, che possono essere raggiunti da grandi e medie aziende. Nella lotta per il cambiamento climatico è decisivo coinvolgere le donne per salvare il pianeta.

 

 

 

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