Oggi sentiamo il bisogno di libri che riescano a farci sognare un tempo diverso, trasportandoci in una dimensione più vicina alla natura, meno gravata dalle ossessioni di una società alienante, in cui imperversano le chiacchiere di politici, giornalisti e manovratori del consenso, mentre i cittadini soffrono per l’emergenza in tutti i campi.
“I milord di Taormina” è il racconto di Ghumbert Catholicus, pseudonimo di Umberto Martorana, pubblicato da Giambra editori, in cui si parla delle vacanze siciliane dei viaggiatori stranieri, ammaliati dal fascino di Taormina: una galleria di visitatori illustri, tra i quali Wolfgang Goethe, che – lasciando testimonianze scritte del Gran Tour – hanno reso famosa nel mondo la perla del Mediterraneo, a partire dalla fine del XVIII secolo e nel periodo della belle époque acquistarono terreni e costruirono ville circondate da giardini odorosi.

L’autore fa un viaggio nel tempo e in luoghi noti o sconosciuti, arricchito da cenni storici e curiosità, frutto di un lavoro di documentazione puntuale in archivi privati o biblioteche.
Il libro riannoda il ricordo di personaggi e artisti, che venivano a svernare a Taormina o in località vicine, attratti – oltre che dal clima mite e dalla gastronomia – dall’atmosfera classica, che si respira tra i ruderi archeologici, una eredità culturale di cui la Sicilia è ricca.
E’ un saggio che ci trasporta in una dimensione di sogno tra giardini e aromi di zagare e gelsomini, panorami e angoli intimi, rivissuti anche attraverso i quadri dell’autore artista, che si è ispirato alle atmosfere dei luoghi amati.
In attesa del ritorno alla normalità – dopo la pandemia – il libro ci invita a ripensare un turismo che sappia fare tesoro del patrimonio artistico e storico, materiale e immateriale, per risanare il corpo e la mente; un turismo basato sull’ accoglienza, intesa come condivisione di luoghi, emozioni e relazioni con la comunità ospitante, che sia in grado di offrire un’esperienza mirata a cogliere i tratti specifici, l’anima di un territorio, da comunicare ai viaggiatori / visitatori.














