La “buona sanità” a Barcellona: “Hanno salvato la vita di mio marito”

- Attualità

In piena pandemia Covid, con una grande difficoltà per il sistema sanitario nazionale, regionale e provinciale, una nostra lettrice ha inviato una lettera in redazione per raccontare un caso di buona sanità. Giovanna Mazzù ha così voluto sottolineare come la professionalità di uno staff di medici, a partire da quelli del pronto soccorso di Barcellona, abbia consentito di salvare la vita a suo marito Sergio Cutugno, colpito da infarto nel settembre 2020. Si tratta di un messaggio positivo che riportiamo in modo integrale, per dare un segnale di ottimismo davanti alla disagio di ognuno di noi, alle prese con la pandemia.

In questo momento storico in cui si parla sovente di malasanità, mi corre obbligo evidenziare l’esperienza vissuta qualche mese addietro da mio marito che, serenamente, posso qualificare come caso di “ottima sanità”.

Il 12 settembre scorso, durante una passeggiata in bicicletta, giunto nei pressi di casa, Sergio veniva colpito da un infarto. In una manciata di minuti raggiungevamo il locale P.S. di Barcellona P.G., e qui iniziava il prodigarsi dei medici e dei paramedici che, nonostante l’emergenza Covid, intervenivano immediatamente con grande professionalità e competenza.

Gli stessi, infatti, valutata la gravità delle condizioni, sebbene costretti ad operare in una situazione non ottimale, riuscivano  a stabilizzare mio marito, previa defibrillazione, rendendo possibile il ricorso immediato al reparto di emodinamica del Policlinico Universitario di Messina, all’uopo allertato, consentendo ai sanitari di eseguire tempestivamente l’intervento che gli ha ridato la vita. Nell’occasione i sanitari del nosocomio messinese mi hanno detto che un ritardo, anche solo di 7/8 minuti, gli sarebbe stato fatale.

L’esito infausto è stato scongiurato grazie alla sinergia con la quale hanno agito il Dott. Buttò, la Dott.ssa Clotilde Buceti, il Dott. Vittorio Virga e tutta la loro equipe che non solo ha dimostrato grandi capacità mediche, ma, soprattutto, un’immensa umanità che risulta di fatto fondamentale  per la piena ripresa di chi ha rischiato seriamente la vita. Gli stessi, tutt’oggi, continuano a monitorare amorevolmente e con cura il paziente onde consentire la sua completa guarigione.

Trovo doveroso fare la segnalazione, perché accanto ai casi di cronaca di “malasanità” che, purtroppo, ancora si verificano, occorre evidenziare anche i casi di “buona sanità” che, in un periodo così difficile, riescono a dare speranza e fiducia agli utenti dei nostri martoriati ospedali.

Giovanna Mazzù

 

 

 

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